Rassegna storica del Risorgimento

JUDO; MARINA MILIITARE ITALIANA CINA 1906
anno <1993>   pagina <361>
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La Marina Militare e il judo 361
gestività e che dimostrano una tecnica ed un'abilità molto superiore a quella della greco-romana, cristallizzatasi, da due millenni in formole com­battive ed estetiche, ma di poca o nulla praticità come difesa personale.4
A Milano il solito Cristini resistè ben otto minuti all'esperto Ata-gava.5) Di Cristini vanno ricordate anche le sfide milanesi con i lotta­tori professionisti Ambrogio Andreoli (al teatro Lirico) e Giovanni Rai-cevich (al Trìanon) per dimostrare la superiorità del jujitsu sulla lotta greco-romana,51 > Poi, complice anche la guerra, per molti anni sulla lotta giapponese calò il silenzio. E un totale disinteresse mostrò la Federa­zione Atletica Italiana, che allora si occupava di lotta greco-romana, pugi­lato e sollevamento pesi, ma non voleva sentir parlare di lotta libera, soprattutto di catch o jujitsu.52)
Il lavoro compiuto non fu comunque inutile: secondo il maestro Betti Berutto, infatti, i marinai che avevano appreso il jujitsu in Estremo Oriente vennero utilizzati per addestrare i Caimani del Piave durante la Grande Guerra,53) Proprio il conflitto mondiale fece comprendere non solo la necessità di diffondere l'educazione fisica nell'esercito, ma anche l'utilità di disporre di reparti speciali, esperti nel combattimento corpo a corpo.
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Nel primo dopoguerra due eventi avvicinarono Italia e Giappone, rinverdendo vecchi legami di amicizia. Gabriele D'Annunzio già nel 1919 aveva lanciato l'idea di un radd aereo Roma-Tòkyo, dovendovi però rinun­ciare perché da settembre impegnato nell'occupazione di Fiume.54) Tut­tavia l'impresa potè concretizzarsi l'anno dopo: partito dall'aeroporto di Centocelle il 14 febbraio 1920, il 31 maggio il tenente Arturo Ferrarin portò a termine (dopo 17.000 km. e 109 ore effettivo di volo) il raid Roma-Tokyo atterrando trionfalmente con il suo SVA nella spianata di
*) A. COUGNET, Le lotte libere moderne, Milano, Hoepli, 1912, p. 25.
5 La Gazzetta dello Sport, 10 marzo 1911. Si veda anche Gli Sports, 9, 14 marzo 1911.
3J> Pareggiò contro Andreoli {La Gazzetta dello Sport, 10 novembre 1911), mentre contro Raicevich una volta riuscì vittorioso e un'altra fu sconfitto.
52) La FAI si costituì a Milano il 18 maggio 1902 per Iniziativa del marchese Luigi Monticelli Obizzi. Nel marzo 1911 la sede fu trasferita a Roma (presidente di­venne fon. Mario Ccrmcnati), quindi tornò a Milano fino, al marzo 1915, passando poi a Genova, ancora a Milano, infine a Roma dal 1929.
33) T. BBTTI-BERUTTQ, Da cintura bianca a cintura nera, Roma, NES, 1985, 10 ed., p, 46.
54) La Gazzetta dello Sport, 15 settembre, 7 ottobre, 12 novembre e 31 dicembro 1919.