Rassegna storica del Risorgimento
JUDO; MARINA MILIITARE ITALIANA CINA 1906
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1993
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Livio Toschi
Stampa in viale del Re a Trastevere. La manifestazione ebbe un buon successo grazie a due presenze non previste: la partecipazione dell'esperto judoka nipponico Mata-Katsu Mori, che si trovava a Roma in veste di pedagogo presso la famiglia del poeta Shimoi, e soprattutto l'intervento del maestro Kano. Questi, venuto a conoscenza dell'iniziativa mentre era a Parigi, non volle mancare all'appuntamento. Fortunatamente per noi, L'Impero comprese il valore di quella presenza eccezionale e mandò senza indugio un suo cronista all'hotel Royal in via XX Settembre per ricevere Kano.
È bene ricordare che Kano fu un personaggio di rilievo non solo per lo sport nipponico: fin dal 1909 rappresentava il Giappone nel CIO e nel 1911 fondò la Japan Amateur Sport Association (il Comitato olimpico giapponese), di cui fu presidente fino al 1921. Rettore del Collegio dei Pari, direttore della Scuola Normale Superiore, addetto alla Casa Imperiale, segretario del Ministero dell'Educazione Nazionale, direttore dell'Educazione Primaria, senatore, ecc., nel 1922 diede vita alla Società Culturale del Kodokan, non riservando però le sue attenzioni solo al judo: aiutò il maestro Gichin Funakoshi di Okinawa a diffondere il karatedo ("Via" della mano vuota) e s'interessò dell'affido ("Via" dell'armonia con l'energia universale ), la disciplina elaborata dal maestro Morihei Ueshiba.
Servendosi dell'illustre poeta Harukichi Shimoi quale interprete,63) nel luglio 1928 Kano rilasciò a L'Impero un'intervista preziosa. Ritengo quindi utile trascriverne un brano significativo. Il Judo è l'arte di utilizzare col massimo rendimento la forza umana: utilizzare la forza umana vuol dire farle assumere diverse forme e farle raggiungere diversi risultati. Combattere per la gioia di vincere, cercare la robustezza del proprio fisico, coltivare la forza senza perdere nulla in scienza e in intelligenza, migliorare l'uomo rispetto alla vita sociale: ecco i fini che deve avere uno sport che vuole rendersi utile nella vita di una razza e di una nazione. Ed ecco ciò che si propone il Judo, il quale non ha solo lo scopo di educare il corpo, ma vuole anche plasmare moralmente e intellettualmente l'individuo per formare un ottimo cittadino [...]. / Per questo il Judo in Giappone non viene considerato come un'arte, ma come una cultura, che oltre ad offrire un'utilità immediata con la difesa personale per la vita, rinvigorisce j sentimenti migliori dello sportivo e dell'uomo.64)
Poco dopo la manifestazione a Trastevere, si svolsero alla SCMEF i pruni esami per l'attribuzione della qualifica di maestro. Quindi, nel maggio 1929, si disputò il campionato laziale e in giugno il quarto campionato italiano. Ma il trasferimento di Oletti a La Spezia nel 1930, nonostante le manifestazioni caparbiamente organizzate dalla Colombo , raffreddò non poco gli entusiasmi. Nel febbraio 1931, per di più, la FILG
*3) Su Shimoi (1883-1954) si veda M. Mu ce IOLI, Un grande amico dell'Italia: Harukichi Shimoi, in Giappone, 1-2, luglio-dicembre 1957 (1), pp. 38-42.
) L'Impero, 6 luglio 1928.