Rassegna storica del Risorgimento

DEMARCO DOMENICO; STATISTICA MURATTIANA 1811
anno <1993>   pagina <368>
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368 Carmine Cimmino
statistica, sforzo quindi continuato agli albori del XIX, sull'esempio della Francia, dove Luciano Bonaparte aveva dato vita ad uno dei primi, se non al primo, osservatorio sociale ; e nell'accennare al Regno di Napoli, aveva riferito di un desiderio, non realizzato, di Ferdinando IV di giun­gere ad una compilazione dello stato sia economico ohe topografico di tutto il Regno, cui ostava, per il Ricchioni, sia una idonea struttura ammi­nistrativa, che interessi specifici particolarmente legati alla feudalità: tanto che il Sovrano dovette ricorrere all'opera di un singolo studioso, il Galanti, riduttiva, certo, del disegno originale.
Nel Ricchioni manca qualsiasi accenno ad un progetto Genovesi, mentre si esalta il ruolo avuto dall'esempio francese: tanto che testual­mente egli afferma: L'indagine del 1811 si ricollega a quelle similari che furono condotte in Francia durante il consolato, e che vennero successi­vamente estese ai tenitori via via conquistati all'Impero Napoleonico .5)
Fu Leopoldo Cassese, a metà degli anni 1950, a riprendere il discorso sull'origine del progetto murattiano.
Egli rigettò la tesi del Ricchioni, con la dichiarazione di volere legare tale origine al pensiero illuministico napoletano non per suggestioni del "mito" delle origini o per la smania di rintracciare precursori in umbra­tili zone della storia, ma per un'imperiosa esigenza critica .6>
E subito dopo affermava il legame che univa la Statistica al pen­siero del Genovesi: un pensiero che, in nome della concreta ricerca della felicità dell'uomo, respingeva ogni forma di platonismo e filosofia specu­lativa, esaltava la missione umana del filosofo, il cui compito era quello di far conoscere ai popoli come esaltare e moltiplicare la forza e l'azione, che costituivano la vera essenza dell'uomo, e come accordarla col mondo e la natura.
Il passo ad uno studio dell'ambiente, ad una scuola di agricoltura era breve ed il Genovesi la concepì come un'accademia numerosa e composta di membri di tutte le nostre province, coll'obbligo di scrivere la storia naturale di ciascun luogo, di notarvi la terra, l'acqua, l'aria, i venti, le piogge, le piante, gli animali, le arti, l'industria: ciò che è perfetto e ciò che manca: dove si erra, dove si fa bene, e come: le macchine, la loro perfezione o l'imperfezione, e con promessa di premi a quei che in questo genere riuscissero i migliòri e piti utili, non sarebbe egli un monu­mento assai più bello e più glorioso che le statue e gli obelischi?
Il Cassese citava poi altri brani del Genovesi nei quali questi mag­giormente articolava il suo progetto e ne coglieva la contraddizione con i tempi ed il distacco dalla realtà per cui sarebbe spettato ai suoi discepoli realizzarlo, ma nel quadro innovativo promosso nel Regno di Napoli dai Napoleoni di: Attraverso gli scolari del Genovesi il "progetto" divenne la "Statìstica" del 1811 .8> Uno scolaro del Genovesi, il Galanti, descrisse le condizioni del Regno in una serie di visite e relazioni ,
5) V. RICCHIONI, La Statistica del Reame di Napoli del 1811, cit., p. 7, *> L. CASSESE, La Statistica del regno di Napoli del 181J, cit., p. 5. 7) Ivi, pp. 7-8. Ivi, p. 10.