Rassegna storica del Risorgimento

DEMARCO DOMENICO; STATISTICA MURATTIANA 1811
anno <1993>   pagina <379>
immagine non disponibile

Libri e periodici
379
esempio nell'edilizia scolastica o nell'assistenza fornita agli alunni poveri) mentre mini­mizza i fallimenti e le omissioni, attribuendone la responsabilità ai governi centrale e luogotenenziale o, persino, alla scarsa sensibilità delle famiglie.
11 livello medio di preparazione dei maestri in ultima istanza protagonisti principali, assieme agli alunni, della vicenda scolastica migliora progressivamente nel periodo preso in esame dal volume, e ciò costituisce una delle realizzazioni più co­spicue conseguite dal sistema d'insegnamento austriaco; ma permangono e si accentuano frustrazioni e insicurezze generate da retribuzioni inadeguate o dalla precarietà dell'im­piego. Soprattutto i maestri triestini, tra fine Ottocento e guerra mondiale, appaiono sempre meno inclini a tollerare il ruolo marginale in cui sono tradizionalmente rele­gati nell'ambito della elaborazione dei programmi e degli obiettivi didattici: essi ten­tano a più riprese di far valere le proprie competenze sia di fronte all'amministrazione civica le cui scelte sono spesso legate ad esigenze di ordine extrascolastico sia dinanzi alla tendenza burocratico-accentratrice degli uffici della Luogotenenza. Si fa an­che strada, col nuovo secolo, un atteggiamento di critica costruttiva verso la politica scolastica dell'amministrazione e le ottimistiche, accomodanti, relazioni periodicamente compilate dalle apposite commissioni comunali, una critica alla quale l'ideologia socia­lista fornisce rinnovati strumenti d'indagine e una adeguata consequenzialità argomen­tativa.
Il mondo dei fanciulli poveri ci parla solo indirettamente, attraverso il filtro della documentazione .ufficiale, dei dibattiti, delle relazioni, degli articoli delle riviste pedagogiche e degli scritti più occasionali dei maestri: è una voce flebile e distorta ma sufficiente a palesare una realtà segnata dal disagio morale e materiale talora sconfi­nante nell'abbrutimento e nella miseria, ove il diritto all'istruzione viene ampiamente disatteso nei fatti quando anche è rispettato nella forma. Ciò che importa rimarcare 5 che nella scuola elementare triestina, nell'arco di tempo esaminato dall'A., le classi dirigenti (borghesia italiana, Chiesa, autorità austriache) coltivano il progetto di realiz­zare le condizioni culturali di base che possano garantire loro il consenso dei ceti inferiori e la stabilità del sistema sociale, un progetto che passa attraverso la mobilita­zione degli insegnanti e l'uso di strumenti che propongono una rappresentazione del reale in cui il fanciullo avverta la bontà della propria e altrui condizione e la neces­sità di rispettarla, ammettendo l'innalzamento morale e materiale solo come conseguenza di uno sforzo individuale di miglioramento.
Il saggio della De Rosa può forse essere letto in controluce come testimonianza della fondamentale contraddizione, del paradosso stridente costituito, da un lato, dalla necessità avvertita dalle varie componenti egemoni della società di educare le masse popolari, rendendole partecipi del processo di modernizzazione in atto e, dall'al­tro, dalla volontà di quelle medesime componenti di evitare che la scolarizzazione dif­fusa modifichi le linee portanti della tradizionale percezione dei rapporti umani e so­ciali nella coscienza degli uomini e delle donne delle classi popolari.
Molte delle omissioni e delle lentezze che sono state notate a carico della bor­ghesia triestina tra Ottocento e Novecento potrebbero dunque trovare origine nel desi­derio di differire il più possibile la soluzione di questa fastidiosa aporia.
STEFANO PARI SELLI
MARINA BERTONCIN - DARIO CROCE, La possidenza borghese in Transpadana. Silvestro Camerini (1777-1866); Padova, Centro Arti Grafiche, 1991, in 8, pp. 248, S.p,
II volume in esame, pubblicato nella Collana Economia e Società , edita con il patrocinio della Camera di Commercio di Rovigo ed in collaborazione con l'Associa­zione Culturale Minelliana, segue quello di L. Lugaresi sul Polesine in età napoleo­nica e l'altro di C. Corbellini sul Polesine nell'età austriaca . Esso si differenzia dai precedenti per impostazione e per obiettivi, essendosi occupato della costituzione di una grande proprietà borghese nella Transpadana, quella del Camerini, e del suo rappresen-