Rassegna storica del Risorgimento
DEMARCO DOMENICO; STATISTICA MURATTIANA 1811
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1993
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pagina
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386
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386 Libri e periodici
entra a Napoli in veste di luogotenente déMmiperatore dei francesi) e il 20 maggio 1815 (Convenzione di Casalanza, in virtù della quale Ferdinando IV, riconosciuto Re delle Due Sicilie, sarebbe ritornato in possesso del Regno).
Quello della stampa fu sempre un pensiero fisso per Napoleone. Infatti, il Bonaparte le riconobbe una funzione insostituibile per organizzare il consenso, divulgando ed esaltando ogni sua iniziativa civile, politica, diplomatica, economica e militare (p. 23). C'è poi da tenere in attenta considerazione, perché spiega una delle principali direttive della politica francese, come, via via che venivano annessi e resi vassalli i vari Stati, conquistati, i periodici assumessero un rilevantissimo canale per orientare l'opinione pubblica e divulgare [...] le leggi, la lingua, la cultura ed il costume francese (ivi). Una strategia costruita che prevedeva, e il fatto va sottolineato, un'operazione, .prima ancora che politica, culturale. I francesi dominatori puntavano sul consenso, più che sulla presenza delle armi degli eserciti. E, a dimostrazione della vastità dell'* operazione-stampa è di indubbio interesse il fatto che, in occasione della spedizione d'Egitto del 1789, Napoleone avesse fatto stampare il Courrier d'Egypte e Dècade Egyptìenne.
Ovviamente, lo stesso Bonaparte vigilava attentamente sulla stampa, che poteva facilmente divenire un'arma a doppio taglio.
Non si tratta, dunque, di un caso se a partire dal 1805, [...] nominò per ogni giornale, oltre al direttore di sua fiducia, un censore politico; ed egli stesso ogni mattina esaminava il resoconto di quanto si era pubblicato il giorno prima, redatto da Louis Ripault, appositamente incaricato (p. 25).
A Napoli, dopo il periodo della prima restaurazione borbonica ( 1799-1806) vi era stata una non trascurabile produzione di giornali e riviste {p. 26). Dopo l'arrivo, Giuseppe Bonaparte non pose tempo in mezzo e già quattordici giorni dopo il suo ingresso in Napoli, cioè il 28 febbraio 1806, affidava a Saliceti, potentissimo ministro di Polizia, la sorveglianza generale sulla stampa, conferendogli il diritto di fare dei regolamenti organici . Il Saliceti è figura di primissimo piano nelle vicende dell'Italia contemporanea. È un .po' il campione , il prototipo del ministro di Polizia: abile, capace di intrattenere rapporti con tutti, sufficientemente cinico da sapersi servire di ogni componente politica del Regno. Tra gli altri protagonisti, numerosi ed impossibili da elencare tutti, c'è il ministro delle Finanze Luigi Roederer, che poi segui Giuseppe Bonaparte quando questi divenne Re di Spagna. Tra Roederer e Saliceti si svilupperà una delle prime vicende più stimolanti della stampa periodica : un conflitto politico che si esprimeva attraverso le colonne del Monitore Napoletano (espressione del ministro della Polizia) e 11 Corriere di Napoli (del ministro delle Finanze). Dopo Giuseppe Bonaparte, arriva Gioacchino Murat. Anche lui concentrò la sua attenzione sulla stampa, come dimostrano le vicende descrìtte da Addeo.
Un volume, dunque, da leggere che si rivolge ad un pubblico forse più vasto degli studiosi di mestiere e che presenta un'interessante serie di 32 tavole recanti i frontespizi dei più importanti giornali dell'epoca.
Da segnalare, infine, i capitoli sui Giornali d'Intendenza e sul Giornale di Vaccinazione, nonché il cursus giornalistico di uno dei più famosi protagonisti dell'epoca: Pietro Colletta,
FRANCESCO GRIDBTTI
MARIO R. STORCHI, Prezzi, crisi agrarie e mercato del grano nel Mezzogiorno d'Italia (1806-1854)} Napoli, Liguori, 1991, in 8", pp. 100. L. 10.000.
Dopo decenni di discussioni storiografiche intorno all'importanza di una storia dei prezzi, ed ancora sulla natura e il funzionamento del mercato cerealicolo del Regno di Napoli nell'Ottocento borbonico, disponiamo finalmente di un contributo di storia