Rassegna storica del Risorgimento

DEMARCO DOMENICO; STATISTICA MURATTIANA 1811
anno <1993>   pagina <388>
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388 Libri e periodici
cazìone e sotto diverse forme, delle medesime fonti di finanziamento contro le quali si indirizzerà la critica dei meridionalisti. Sarebbe dunque più opportuno, in un siffatto contesto, ma soprattutto di fronte al graduale ampliamento della forbice tra le quota­zioni alla voce e quelle dì mercato , e alla impossibilità dì libero accesso a queste ultime da parte di un altissimo numero di contadini soggetti per contro a contratti-capestro, parlare non già di mercato, bensì di mercati, tutti frequentati, più o meno riconosciuti (o tollerati), dalla spiccata ma purtroppo sterile vitalità, frutto di secolari permanenze strutturali.
Tali considerazioni, comunque, nulla tolgono al grande interesse suscitato dalla pubblicazione della ricerca dello Storchi e, dopo la sua attenta lettura, all'ampia condi­visibilità delle tesi di fondo nonché delle conclusioni. La nostra opinione è che, in questo settore dì ricerca, bisogna seguire con competenza le tante zone d'ombra che complice lo stato a volte deplorevole delle fonti documentarie ancora nascondono la dimensione ufficiale del mercato cerealicolo dell'Ottocento borbonico, nonostante tutto in via di analisi da parte degli storici specifici; e solo in questo modo sarà pos­sibile avere un quadro d'insieme, illuminando anche aspetti sommersi, come il già se­gnalato contratto alla voce e tante altre operazioni simili.
In concreto, tuttavia, l'Autore riesce ad analizzare a fondo alcuni momenti-chiave dei cicli economici del Mezzogiorno borbonico: si tratta della crisi del 1820-21 (con i prodromi); del lungo periodo deattivo protrattosi, nel complesso, fino al 1834; della scelta liberistica del 1824; delle crisi dei 1838-39, del 1846-47 e del 1853-54. E già la scelta degli argomenti evidenzia l'ottica privilegiata entro la quale lo storico decide di analizzare l'andamento altalenante della curva dei prezzi, tipico di una economia di sussistenza marcatamente soggetta al non sempre favorevole ciclo meteorologico e specu­lativo. Ma va anche sottolineata la proposta e l'analisi del concetto di crisi con rife­rimento quasi esclusivo alla penuria vera o presunta del grano e dei suoi prin­cipali succedanei, elemento scatenante dell'incremento (talvolta consìstente) delle quota­zioni regnicole. Il tutto, dunque, in un contesto ben delimitato, assai lontano anche per ragioni oggettive dal più generale impianto labroussiano (cfr. E. Labrousse, La crise de l'economie frangaise à la fin de VAncien regime et au début de la Revolution, Paris, P.U.F., 1944), dal momento che nel Regno di Napoli la semplice voce di un raccolto non propriamente favorevole ebbe il potere di imprimere una decisa accelera­zione al livello delle quotazioni (e viceversa) più del raccolto stesso. È del tutto su­perfluo aggiungere che il medesimo meccanismo fu attivo anche nel settore delle impor­tazioni e delle esportazioni, spesso autorizzate sotto l'incalzare di un semplice si dice . Non a caso, rimanendo a un caso concreto, alla sensibile impennata dei prezzi in tutte le province continentali del Regno in concomitanza con l'invasione delle truppe au­striache, nel marzo 1821, si contrappose un buon raccolto di grano; ragion per cui, in questo caso almeno, la crisi andrebbe analizzata sia sotto il profilo politico, sia sotto quello economico, benché proprio queste pagine, pur ricche di dati, risultino a nostro avviso le più deludenti dell'intera ricerca.
Alla base del presente lavoro dello Storchi vi è come è già stato detto l'utilizzo delle cosiddette mercuriali , una fonte storica abbondantemente usata, per VAncien regime francese, dal Labrousse, che anzi è stato il primo ad elevarle al rango di fonte storica . Nel Mezzogiorno d'Italia esse comparvero tra la fine del 700 ed ì primi deU'800, ma in maniera incostante e scientificamente Inattendibile, tanto che le pia importanti analisi del mercato e del commercio agrario nel secondo 700 (quella di P. Macry tra le altre) hanno dovuto giocoforza utilizzare nella costruzione di una attendibile curva statistica le quotazioni alla voce . Solo alla fino del De­cennio francese esse riuscirono a dar conto della situazione dei principali mercati agri­coli del Regno, offrendo allo storico la possibilità di costruire serie alquanto complete atte a fotografare con buona attendibilità pur entro i limiti delineali in prece­denza 11 trend pre-unitario.
CIRO ROCCO