Rassegna storica del Risorgimento

DEMARCO DOMENICO; STATISTICA MURATTIANA 1811
anno <1993>   pagina <393>
immagine non disponibile

Libri e periodici 395
specie quando queste riguardano la miopia attribuita a Sella, oppure l'asserzione di blocco borghese antipopolare rivolto ai Governi della Destra storica, o ancora quando definiscono come piemontesi o antimeridionali le leggi tributarie impostate da Sella.
Questa parte del lavoro è assai interessante e coinvolgente, e si avrebbe piacere di iniziare da essa una ampia discussione con l'A.: le domande che vengono alla mente sono molte, ma mi soffermerò principalmente su due. Egli, parlando di Destra storica, rivolge poi, et pour cause, la sua attenzione a Quintino Sella. Non vi è dubbio che questi sia stato il principale artefice della costruzione della politica tributaria, ma, questo è il problema, possiamo noi porlo sic et simpliciter come .personalità della Destra storica? Anche i recenti lavori di Quazza rendono la figura di Sella piuttosto peculiare all'interno della Destra, e non a caso ebbe più volte ad essere tacciato di socialista per il suo culto dell'intervento statale. Egli di fatto aveva in mente un disegno dirigista sulla politica dello Stato: questo doveva guidare il rinnovarsi della cultura del paese attraverso una politica fiscale e una oculata distribuzione delle risorse. Sella ricordava di non aver mai lesinato sulle spese per l'istruzione, o per i lavori pubblici riferiti alla costru-zione delle infrastrutture necessarie al futuro decollo economico. Possiamo dire che tale programma, cosi lucido e lungimirante nel preparare il futuro degli italiani, fosse quello comune agli altri esponenti della Destra storica? Resta il fatto che, quando Sella si bruciò politicamente, proprio per aver retto da solo e a lungo là sua bandiera, ebbe inìzio quella politica trasformista che a torto si fa risalire alla Sinistra.
La seconda domanda che il lavoro di Marongiu ci ha suggerito riguarda la tassa­zione gestita dagli enti locali: fu, in generale, un esempio di buongoverno o di mal­governo? Propenderei, e non solo per il Mezzogiorno, per la seconda ipotesi e punterei maggiormente su questo elemento, la realtà locale, per spiegare la genesi del sempre più marcato manifestarsi della separazione tra paese legale e paese reale. Non diamo sempre tutte le colpe allo Stato, che, come si evince dal lavoro di Marongiu, fece il possibile, e In parte vi riuscì, per essere equanime ed equilibrato nelle sue scelte di fondo.
Ma ritorniamo al lavoro di Marongiu: appare ben strutturato per analisi, valutazioni e documentazione e suscita, come si è visto, interesse e discussione. Come difetti non possiamo appuntargli che un uso di eccessive e funghe citazioni e il permanere di troppi fastidiosi errori di bozze. Ma sono semplicitamenite notazioni tecniche; le lacune che colma in sede scientifica rende il libro tra i migliori usciti negli ultimi anni.
ROMANO UGOLINI
Studi in memoria di Giovanni Cassandro (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Saggi, 18); voli. 3, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1991, in 8, pp. XXII-1116. S.p.
Giovanni Cassandro, morto il 10 ottobre 1989 a poco più di scttantasei anni, è una delle personalità di spicco nel mondo degli studi di storia del diritto del nostro tempo. Entrato a ventun'anni a Venezia nella carriera degli archivi di Stato, dopo due anni viene trasferito a Napoli, ma ben presto l'ingresso negli ambienti accademici gli apre il passo ad affermazioni di ampio respiro. Politico, giudice costituzionale, storico del diritto eminente, torna agli archivi di Stato, ma come componente e poi come vice presidente del consiglio superiore e, all'apice del prestigio e del suo itinerario culturale, come presidente del comitato dì settore nel primo consiglio nazionale del nuovo ministero per i beni culturali e ambientali. In poche battute abbiamo con­densato il profilo biografico ed il curriculum del personaggio per introdurre in maniera acconcia la presentazione dei tre volumi di Studi in memoria di Giovanni Cassandro, pubblicati dagli operatoti dell'amministrazione archivistica italiana nel secondo anniver­sario della morte dell'illustre studioso, per dare, nel quadro della politica in atto