Rassegna storica del Risorgimento
DEMARCO DOMENICO; STATISTICA MURATTIANA 1811
anno
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1993
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pagina
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395
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. Libri e periodici 395
Nel settore dell'archivistica, sempre a titolo di esemplificazione, citiamo le sperimentazioni attuate e sistematizzate a Milano ed a Lucca: per quanto riguarda l'ordinamento dell'archivio e la ricerca storica, Elio Lodolini traccia il profilo della Scuola archivistica milanese nei primi decenni del Novecento; sull'esempio di Lucca porta la sua analisi Antonio Romiti, con note e considerazioni sull'inventariazione archivistica nel medioevo.
Un riferimento bisogna pur darlo per ciò che concerne il grosso capitolo della storia e della storiografia, articolato in numerosi interventi su vicende e su figure varie del panorama generale e localistico italiano: accenniamo al lavoro di Cosimo Damiano Fonseca sul manoscritto 186 A dell'Archivio segreto vaticano, il quale è utile a definire l'ispirazione vittorina dei modelli di vita della comunità nel tracciato storico della canonica di San Pietro ad Aram di Napoli.
Crediamo che siano sufficienti le indicazioni date fin qui per comprendere il valore degli apporti contenuti nei tre volumi degli Studi in memoria di Giovanni Cassandro, una pubblicazione che merita di essere conservata non solo nelle biblioteche nazionali e degli archivi di Stato italiani, ma pure in quelle pubbliche di minori dimensioni e private, per quanto in essa viene raccolto e per la prerogativa che assume di documentazione e di testimonianza su un momento delicato di transizione della cultura tout-court, e della cultura del diritto in ispecie, nella nostra nazione.
GAETANO ANDRISANI
ALDO A. MOLA, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, prefazione di Paolo Alatri; Milano, Bompiani, 1992, in 8, pp. 1062. L. 39.000.
Si deve ascrivere a indubbio merito di Aldo A. Mola l'aver cercato di far uscire gli studi sulla Massoneria da quel ghetto storiografico in cui era e in parte si era confinata. Nel 1976 egli aveva già dato alile stampe una ricostruzione della storia dell'Istituzione dall'Unità alla Repubblica , oggi egli amplia e aggiorna tale lavoro, corredandolo di una ampia appendice documentaria. Storie globali della Massoneria italiana non esistevano prima dei suoi lavori, e si può ben capire che Mola non sia sfuggito al destino dei pionieri storiografici, suscitando già dopo il 1976, e ora in questi mesi, polemiche e discussioni. Tutto ciò ci sembra positivo, quando il discorso resti ancorato ad un ambito scientifico, e segna un momento di dialettica necessario al perseguimento di più approfondite analisi.
Mola, come sottolinea anche Paolo Alatri nella sua bella prefazione, imposta correttamente il suo lavoro, ponendosi le domande chiave ed ineludibili in una ricerca sulla Massoneria. Esiste, cioè, una Massoneria, nel senso di una organizzazione omogenea e compatta, alla quale riconoscere un suo percorso unitario? E seconda domanda quale importanza e quale reale impatto ha avuto nei vari momenti delle vicende nazionali? Alla prima questione Mola replica con un no deciso, e sottolinea costantemente (noi ci riferiamo unicamente alla parte risorgimentale) questo continuo manifestarsi di contrasti e divergenze tra uomini o tra diversi gruppi dell'Istituzione ben identificati. Questa scarsa compattezza comportò anche una incisività sostanzialmente limitata nell'azione politica e sociale condotta dentro e fuori le istituzioni. 11 potere della Massoneria è stato dunque sopravvalutato e artatamente gonfiato dal mistero con cui circondava la sua azione? La definizione di partito della borghesia o, più realistica, di ossatura del partito della borghesia appare, dalle pagine di Mola, alquanto forzata ed esagerata.
Concordiamo con tali valutazioni, anche se ci sembra da non sottovalutare l'opera svolta (specie da Lemmi e da Nathan) per creare ed educare una classe dirigente del paese realmente preparata ed avanzata sul piano sociale, una classe dirigente che avesse In comune sicuri elementi ideologici, lì problema secondo me nacque quando queste