Rassegna storica del Risorgimento
DEMARCO DOMENICO; STATISTICA MURATTIANA 1811
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1993
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402
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402 Libri e periodici
servono a provvedere ai suoi urgenti bisogni dell'oggi in vista di un miglioramento futuro? . Per Berenga non la disonestà o la incapacità degli amministratori sono decisive: il vero larlo dei Comuni sta nell'estensione immensa data alle opere pubbliche le quali in grandissima parte invece che rispondere ad un bisogno vero e sentito si risolvono tutte in opere di abbellimento e di estetica. Quello stesso carico che son per lo Stato le spese militari, per i Comuni sono le spese per opere pubbliche . Alla relazione Berenga fa seguire il testo composto di trenta articoli: spicca tra l'altro la divisione del Regno in quattordici province, che comunque non sarebbe la riproduzione dell'Italia politica di una volta divisa in soli 7 Stati . Gli scritti finiscono con un progetto di legge non datato sulle opere pie, La sconfitta in Africa (1895-1896), L'indennità parlamentare cui l'autore è fortemente contrario; La questione sociale , ispirato a conservatorismo moralistico ma anche a posizioni antimilitaristiche. Di epoca posteriore è infine la Lettera al direttore della Tribuna (1911), ostile al suffragio universale maschile in via di introduzione e favorevole a una riduzione del numero dei deputati.
Nel libro di D'Osogna compaiono numerose riproduzioni di documenti, taluni dei quali conservati presso la Sezione di Archivio di Stato di Lanciano.
CARMINE VTGOIANI
LUIGI PAGANELLI, Quel 1891. Chiesa e società a Modena e la Rerum Novarum (1860-1900); Modena, Mucchi, 1991, in 8, pp. 145. S.p.
Con questo libro che vuole essere una prima tappa di un lavoro complessivo, che [...] dovrebbe riguardare un secolo di storia, sociale ed ecclesiale insieme, di questa nostra comunità modenese, considerata nella sua complessa realtà economica, sociale, politica, culturale e religiosa Luigi Paganelli, presidente del Centro culturale Francesco Luigi Ferrari di Modena, ha tentato di ricostruire la storia dell'azione sociale e politica dei cattolici modenesi e del loro movimento , e del rapporto tra Chiesa e società a Modena dal 1860 al 1900 facendo perno sul 1891 che viene considerato l'anno chiave per la comprensione delle vicende dell'intero quarantennio.
Oltre a questo primo obiettivo, l'autore si propone anche quello di fornire ai giovani [...] uno strumento semplice di conoscenza della storia locale come irrinunciabile mezzo di presa di coscienza della realtà in cui vivono .
L'opera, suddivisa in due parti principali dedicate la prima al trentennio post-unitario, la seconda al decennio successivo al 1891, si snoda attraverso una miriade di capitoli e di paragrafi che, ad un primo e superficiale sguardo, potrebbe apparire eccessiva. In realtà questa schematicità insieme con il quadro cronologico sinottico riportato in appendice e con le note esplicative a pie di pagina, assolve in modo eccellente i propositi che l'autore aveva esposto nella Premessa e. [che già, in parte, abbiamo riportato. L'accurata analisi delle realtà della società modenese è stata ricostruita sulla base di documenti reperiti nelle varie biblioteche e archivi di Modena e provincia; queste ricerche, spesso rese difficili dal disordine in cui giacciono tanti archivi, soprattutto quelli delle parrocchie e della Curia, a cui è difficile avere accesso, testimoniano della serietà e del criterio storico-filologico a cui l'autore non ha voluto rinunciare malgrado le difficoltà. Utilissimi e pertanto utilizzati, sono stati anche i censimenti effettuati in quegli anni. II punto fermo, in questa visione eclettica della realtà modenese di fine secolo, rimane il 1891 che ci appare come un anno emblematico, di svolta, poiché nella società modenese si evidenziano per la prima volta elementi di indubbia novità che sono rappresentati, fra gli altri, dalla comparsa della Rerum Novarum e delle bandiere rosse in piazza Grande.