Rassegna storica del Risorgimento

OLIGARCHIE CITTADINE ITALIA SEC. XVIII; UNIVERSIT? ITALIA SEC.
anno <1993>   pagina <440>
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440 Maria Rosa di Simone
riavvicinamento con la Chiesa cattolica, potè travolgere il nuovo assetto che, nonostante alcuni aspetti deteriori dovuti all'eccessiva severità e al formalismo religioso, appariva un punto fermo nella lotta per la moder­nizzazione dello Stato. Anzi, i provvedimenti del 1729 confermarono la volontà di rendere l'istruzione superiore una funzione pubblica indirizzata alla formazione di un ceto dirigente affidabile e ligio al sovrano, come emerge fra l'altro nella fondazione di un collegio concepito per permet­tere ai meno abbienti meritevoli di frequentare gratuitamente i corsi acca­demici.11)
Né va dimenticato che questa organizzazione fornì il modello, nella seconda metà del secolo, per il rinnovamento delle università di Sassari e Cagliari che, attraverso l'istituzione di un Magistrato sopra gli studi , strettamente controllato dal governo torinese, furono in parte sollevate dalla loro grave decadenza divenendo un elemento importante della poli­tica riformistica sabauda in Sardegna.12*
Molto significativo appare il confronto tra questi risultati e le vi­cende dell'università di Napoli, che durante la prima metà del Settecento fu anche essa al centro di un animato dibattito sul rinnovamento delle sue fatiscenti strutture. Già nel 1714 il giurista Gaetano Argento, allora presidente del Sacro Regio Consiglio, e il consultore del cappellano mag­giore Filippo Caravita, avevano denunciato l'abbandono in cui versavano gli studi superiori, .prospettando fra l'altro l'abolizione di cattedre super­flue, l'istituzione di nuovi insegnamenti, il riordino del sistema dei concorsi. Questi punti venivano ripresi ed ampiati da Celestino Galiani in un più completo ed ampio progetto di riforme presentato nel 1732 al governo austriaco e nel 1734 a quello borbonico ma i tentativi restarono quasi senza eco.13)
Il fallimento di essi va ricondotto soprattutto al fatto che le modi­fiche volte a rendere la vita accademica seria e regolare, ad accrescere
u) M. ROGGERO, II sapere e la virtù. Stato, università e professioni nel Piemonte tra Settecento ed Ottocento, Torino, 1987.
12> A. LATTES - B. LEvr, R. Università di Cagliari, in AA.W., Monografie delle Università, cit., I, pp. 58 sgg.; R. SICILIANO VILLANUEVA, R. Università di Sassari, ivi, pp. 427 sgg.; L. BERLINGUER, Domenico Alberto Azuni giurista e politico (1749-1827). Un contributo bio-bibliografico, Milano, 1966, pp. 26 sgg.; I. BIROCCHI, La carta autonomistica delta Sardegna tra antico e moderno. Le leggi fondamentali nel triennio rivoluzionario (1793-96), Torino, 1992, pp. 53 sgg.
,J) G. DB BLASIIS, L'Università di Napoli nel 1714, in Archivio storico per le Province napoletane, 1, 1876, pp. 141 sgg.; F. AMODEO, Le riforme universitarie di Carlo IH e Ferdinando IV di Borbone, in Atti della Accademia Pontaniana, XXXII, 1902, memoria n. 7, pp. 2 sgg.; M. SCIUPA, Il secolo deolmottavo, in AA.W., Storia dell'Università di Napoli, Napoli, 1924, pp. 441 sgg.; F. NICOLINI, Un grande educatore italiano Celestino Galiani, Napoli, 1951, pp. 74 sgg.; R. TRIFONE, L'Università degli Studi di Napoli dalla fondazione ai giorni nostri, Napoli, 1954, pp. 81 sgg.; E. GEN-CAELLI. Argento Gaetano, in Dizionario Biografico degli Italiani, IV, Roma, 1962, pp. 122 sgg.; S. FODALE, Caravita Filippo, ivi, XIX, Roma, 1976, pp. 674-675.