Rassegna storica del Risorgimento

OLIGARCHIE CITTADINE ITALIA SEC. XVIII; UNIVERSIT? ITALIA SEC.
anno <1993>   pagina <447>
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Università nell'Italia del Settecento 447
alle dirette dipendenze del pontefice attraverso il Collegio dei Riformatori, mentre l'ateneo di Macerata non riuscì a liberarsi del monopolio del ceto nobiliare ed ecclesiastico neppure dopo la soppressione dei gesuiti che aveva fatto sperare in una modernizzazione del sistema.30)
Il panorama delle università italiane durante l'età dell'illuminismo presenta dunque sensibili disomogeneità dal punto di vista strutturale, ma anche sotto il profilo della didattica esso è variegato. Ciò che qui interessa sottolineare è come la lotta contro i ceti privilegiati, sostenuta all'interno delle istituzioni accademiche attraverso l'esautoramento dei corpi ad esse preposti e l'affermazione del controllo dell'autorità centrale, trovi riscontro anche sul piano dell'insegnamento con un generale rinnova­mento di metodi e di contenuti che assume speciale significato e rilievo proprio nel settore giuridico in quanto questo era fra i più. ostili alle novità.
Le ricerche sulle varie università italiane hanno da tempo messo in luce che, nel Settecento, l'entusiasmo per gli straordinari risultati otte­nuti in campo scientifico determinò anche nella Penisola la creazione di numerose cattedre ispirate agli indirizzi teorici galileiani e newtoniani.31) Ma al potenziamento delle discipline matematiche, fisiche e mediche riscontrabile in varia misura in molte sedi accademiche durante il XVIII secolo non corrispose un altrettanto sollecito rinnovamento della scienza giuridica.
Come è stato illustrato, già tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, l'effetto dirompente delle teorie di Cartesio e di Newton aveva cominciato a manifestarsi anche nel pensiero e nell'opera di alcuni giu­risti che, avvertendo i limiti dei metodi dogmatici ed autoritari in uso, diedero inizio ad un profondo ripensamento del sistema normativo ed istituzionale.32) Tuttavia, nelle facoltà legali, l'ingresso di corsi improntati
*) M. PINZI, Libera Università di Ferrara, in AA.W., Monografie delle Univer­sità, cit I, pp. 631; D. SPADONI, R. Università di Macerata, ivi, pp. 123-124; A. VI­SCONTI, La storia dell'Università di Ferrara (1391-1950), Bologna, 1950, pp. 114 sgg.
31) Sull'evoluzione del pensiero filosofico e scientifico italiano in quell'epoca, cfr. G. CAPONE BRAGA, La filosofia francese e italiana del Settecento, 2 voli., 2 ed., Padova, 1942; C. PIGHETO, Scienza e tecnica nel Settecento italiano, in AA.W., Nuove que­stioni di Storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, 2 voli., Milano, 1961, 1, pp. 279 sgg.; P. CASINI, L'universo macchina. Origini della filosofia newtoniana, Bari, 1969; ID., Gli studi di storia della scienza, in AA.W., Immagini del Settecento in Italia, Bari, 1980, pp. 85 sgg.; Io., Newton e la coscienza europea, Bologna, 1983, pp. 173 sgg.; AA.W., Scienza e tecnica nella cultura e nella società dal Rinascimento ad oggi {Storia d'Italia, Annali, III), a cura di G. MICHELI, Torino, 1980; V. FERRONE, Scienza, natura, religione. Mondo newtoniano e cultura italiana nel primo Settecento, Napoli, 1982; AA.W., Scienziati del Settecento, a cura di M.L. ALTIERI BIAGI e B. BASILE, Milano-Napoli, 1983; M. BALDI, David Hume nel Settecento italiano: filosofia ed economia, Firenze, 1983; AA.W., Scienza e letteratura nella cultura italiana del Sette­cento, a cura di R. CREMANTE e W. TEGA, Bologna, 1984.
32) R. AJELLO, Arcana juris. Diritto e politica nel Settecento italiano, Napoli,