Rassegna storica del Risorgimento

OLIGARCHIE CITTADINE ITALIA SEC. XVIII; UNIVERSIT? ITALIA SEC.
anno <1993>   pagina <449>
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Università nell'Italia del Settecento 449
Manca tuttora un completo e dettagliato studio sull'insegnamento del diritto nell'Italia del Settecento, tuttavia le ricerche a disposizione sembrano confermare che la separazione della sfera giuridica da quella religiosa, la limitazione dei privilegi ecclesiastici e nobiliari, il crescente ruolo della legislazione statale perseguiti in alcuni ordinamenti italiani, trovano un riscontro preciso, oltre che sul piano delle strutture accade­miche, anche su quello degli studi legali attraverso la tendenza a ridurre lo spazio del diritto romano e canonico e a valorizzare problematiche legate ad una nuova visione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa e alla riforma delle fonti normative.35)
Una funzione importante rivesti al riguardo l'insegnamento della storia che, nelle facoltà di giurisprudenza, offriva efficaci strumenti di critica del sistema vigente contro il dogmatismo del metodo aristotelico-scolastìco dominante. Indagando sul passato emergeva come molti prin­cipi, ritenuti intangibili perché universalmente validi e fondati su verità eterne, erano in realtà frutto di situazioni contingenti o addirittura di errate interpretazioni di fatti e di testi, sicché potevano lecitamente essere sostituiti da altri più rispondenti alle esigenze dei tempi e ai criteri della logica moderna. Storicismo e razionalismo convergevano in tal modo nella condanna della normativa esistente e nella ricerca di un nuovo sistema di fonti, elaborando le premesse teoriche per la grande svolta della codi­ficazione.36)
Tuttavia, la generalizzata fioritura di corsi di diritto naturale e di storia non deve trarre in inganno in quanto spesso sotto una denomina­zione moderna, questi insegnamenti mantenevano un contenuto tradizio-
35) Notizie sull'insegnamento del diritto nell'Italia del Settecento sono dissemi­nate nei già citati studi sulle varie università. Cfr. inoltre: G. OCCIONI BONAFFONS, La cattedra di gius pubblico ecclesiastico e il professor Angelo Antonio Fabro, in Atti del R. Istituto veneto, serie IV, tomo VII, parte 2, 1888-1889, pp. 1021 sgg.; B. BRUGI, Una cattedra di diritto pubblico ecclesiastico dello Studio di Padova nella seconda metà del secolo XVIII, in Nuovo Archivio veneto, IX, 1905, pp. 273 sgg.; A. LATTES, Francesco d'Aguirre e Scipione Maffei, in Miscellanea di storia italiana, terza serie, tomo XIII, 1909, pp. 73 sgg.; W. CESARINI SFORZA, L'ordinamento degli studi giuridici nell'Università di Parma secondo la riforma del 1769, in // Filangieri, XLII, 1917, pp. 144 sgg.; B. BRUGI, Per la storia della giurisprudenza e delle univer­sità italiane. Saggi, Torino, 1921; A. VISCONTI, La cattedra di Diritto municipale e provinciale nelle scuole palatine e la soppressione delle Canobbiane, in Archivio sto­rico lombardo, XLIX, 1922, pp. 166 sgg.; H. COING, DOS turistiche Vorlesungsprogramm der Universitàt Padua im XVII und XVIII Jahrhunderl, in AA.W., Studi in onore di Edoardo Volterra, IV, Milano, 1971, pp. 179 sgg.; AA.W., L'educazione giu­rìdica, li: Profili storici, Perugia, 1979; M.C. ZORZOLI, Le tesi legali all'Università di Pavia nell'età delle riforme: 1772-1796, Milano, 1980; D. MARRARA, LO studio di Pisa e la discussione settecentesca sull'Insegnamento del diritto patrio, in Bollettino storico pisano, LII, 1983, pp. 17 sgg.; R. ORESTANO, Introduzione allo studio del diritto romano, cit, pp. 112 sgg.
36) Sul problema dei rapporti tra discipline storiche e giuridiche in Italia si rimanda a R. ORESTANO, Introduzione allo studio del diritto romano, oit., pp. 175 sgg.