Rassegna storica del Risorgimento

OLIGARCHIE CITTADINE ITALIA SEC. XVIII; UNIVERSIT? ITALIA SEC.
anno <1993>   pagina <450>
immagine non disponibile

450
Maria Rosa di Simone
naie ed è opportuno perciò esaminare caso per caso l'effettiva loro fisio­nomia per valutare la reale apertura delle facoltà al rinnovamento. In tal modo emerge che, di solito, le lezioni di diritto naturale impartite dove prevaleva il modello organizzativo oligarchico e corporativo, invece di aderire alle moderne impostazioni stataliste e laicizzanti si rifacevano piuttosto a quelle della tradizione scolastica mentre le discipline storiche si limitavano a rivestire una funzione di pura introduzione erudita alle materie legali D'altra parte, i numerosi tentativi di istituire cattedre di gius patrio o jiis regni testimoniano la tenace volontà dei ceti privile­giati di difendere gli statuti e le leggi ereditati dal medioevo contro il processo di unificazione legislativa promosso dai sovrani riformatori.
L'attenzione dedicata da questi ultimi al problema dell'università rivela quanto esso fosse considerato importante nel quadro della lotta contro le forze centrifughe e quanto il rinnovamento delia vita accade­mica fosse connesso a quello delle istituzioni municipali. Del resto, fin dalla loro origine, gli studia appaiono indissolubilmente legati alle vi­cende dei comuni, riflettendo, in una prima fase, lo spontaneismo e lo spirito di libertà delle città e poi, col progressivo declino dell'autonomia di esse, divenendo roccaforte degli interessi oligarchici.
L'azione dei riformatori settecenteschi fu condotta, nella maggior parte dei casi, con energia e convinzione ma la vischiosità di una situa­zione ormai cristallizzata non permise sempre di ottenere l'auspicata svolta. Peraltro, neppure gli interventi degli Stati repubblicani del triennio giacobino risultarono duraturi e veramente incisivi e bisogna atten­dere l'azione del governo napoleonico durante i primi anni dell'Ottocento per assistere ad un generalizzato e profondo mutamento organizzativo e didattico delle università italiane.
MARIA ROSA DI SIMONE