Rassegna storica del Risorgimento
STAMPA PESARO SEC. XVIII; STAMPATORI PESARO SEC. XVIII
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1993
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S lampa a Pesaro nel sec. XVIII
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il governo Walpole, avvedutosi di una tale realtà, con il consenso del re, cercò di prevenire i parlamentari contrari alla sua politica con un lungo ed articolato memoriale: La gran quistione, guerra, o punto di guerra con la Spagna, disaminata senza parzialità, in difesa delle misure prese contro coloro, che desiderano la guerra.15) Ma non bastò, perché dall'altra parte fu immediatamente contestato all'autore del rescritto il fatto: se non un esporre agli occhi di tutto il mondo, e per conseguenza de' nostri agres-sori (sic) la debolezza, colla quale egli pretende, che noi siamo pronti di procurarci giustizia, e soddisfazione di tutti i torti, che ci sono stati fatti, e delle offese moltiplicate, che noi abbiamo sofferte. Quindi il capo dei favorevoli all'entrata in guerra, indirizzando il discorso al re, premetteva di aver l'onore di ringraziare [...] V.M., alla quale ha piaciuto (sic) graziosamente rimettere innanzi questa Camera la Convenzione . Continuava poi con il chiedere che nel trattato da concludersi in conseguenza di detta Convenzione si avrà il riguardo per gli (sic) diritti della Corona, e de' Sudditi di V. M. in aggiustando, e regolando i limiti de' Suoi dominii in America . Concludeva col presentare una proposta, sottoscritta da 40 parlamentari presenti, con la quale voleva far capire che questa Convenzione [non] corrisponda ai sentimenti, ed alle speranze della Nazione. [...]. Poiché lasciando ai Plenipotenziari il regolare i limiti della Florida, sembra, che si ponga in dubbio il nostro diritto sopra un paese, che noi abbiamo posseduto sì lungo tempo [...]. Poiché si accorda a SJM. Catt.[olica] di riservarsi in tutto il diritto di proibire la tratta degli sciavi [...] in virtù del suo diritto sovra la vendita dei negri .M>
Il Mercurio del marzo 1741 riporta ancora le Adrezze parlamentari rivolte al re, riguardanti la condotta politica del governo, anzi, più precisamente, l'operato politico di Walpole. Il re le rigetta, altrimenti dovrebbe immediatamente licenziare il governo. Ciò, però, dà luogo alle proteste [...] di molti Pari. Ormai si è all'aperta rottura fra Walpole e la maggioranza del Parlamento, e quest'ultima osa denunciare formalmente che un solo Ministro [...], incognito alle leggi della Gran Bretagna, incompatibile con la Costituzione di questo paese, [...], il Cavalier Roberto Walpole da molti anni in qua [ha] operato come tale, arrogandosi la principale, per non dire la sola direzione degli affari in diverse parti deiramministrazione, ne viene in conseguenza, che si debba consigliare il Re a disfarsi di un Ministro così pericoloso. Seguono diverse accuse specifiche contro l'ammi-nistrazione Walpole. Ma, poiché quel Ministro gode di certe immunità e non può essere messo sotto accusa, i contestatori gridano: È da temersi che in proseguimento un cattivo Ministro si figuri di essere in sicurezza nel proprio impiego, se non può essere personalmente condotto a rispondere alla Camera-Alta, e se non possono prodursi contro di lui dei testimoni viva voce*.37* Tutto questo porta alla fine del potere governativo
35) Ivi, Londra, aprile 1739, p. 287.
W Ivi, pp. 310 sgg.
W Mercurio, marzo 1741, pp. 368-373.