Rassegna storica del Risorgimento

STAMPA PESARO SEC. XVIII; STAMPATORI PESARO SEC. XVIII
anno <1993>   pagina <464>
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Bruno Ficcadentì
per sopravvivere e continuare ad uscire, nel periodo della rivoluzione francese e nel triennio giacobino italiano. Le ragioni, come già abbiamo premesso, stanno nel fatto che Pesaro allora, oltre ad essere sotto una forte influenza dei padri gesuiti, capeggiati da padre Francescantonio Zac­caria, poteva vantare stampatori ed editori capaci di competere anche in campo nazionale, se non internazionale, nell'arte dell'editoria.52) Ciò è dimo­strato anche dal fallimento a Venezia della parallela pubblicazione delle Memorie, pubblicazione iniziata contemporaneamente dall'editore Antonio Groppo, e cessata quasi subito per il confronto con quella del pesarese Gavelli. E dire che Venezia fin dalla seconda metà del secolo XVII poteva vantare uno dei maggiori centri dell'editoria giornalistica, anche se, come osserva il Berengo, l'applicazione dell'Indice aveva inferto un duro colpo all'arte tipografica veneziana, che ne risentirà fino a tutta la metà del secolo XVIII.53) Inoltre ai primi decenni del medesimo secolo XVIII, l'edi­tore Luigi Pavini vi aveva introdotta la pubblicazione di periodici stranieri, mantenendoli nel titolo originale, ma traducendoli in lingua italiana. I medesimi genericamente vennero definiti Giornali Oltramontani . Uno di questi era il ben noto Journal de Sgevans, che dal pubblico sarebbe stato molto più. gradito commentava più tardi La Minerva se intera e fedele fosse stata la traduzione: ma l'uno e l'altro di questi due pregi s'ebbe indarno a desiderare. Aveasi fissato il numero de' fogli, e quindi omettevansi gli estratti che li oltrepassavano; si cominciò poscia a meschiar-visi degli articoli d'altri giornali, e particolarmente delle Memorie di Tré-voux; e così incontrò la disgrazia di molti altri, che più non vi sono.54) La medesima sorte, dunque, toccò ai Mémoires de Trévoux, introdotti e tradotti a Venezia da un'edizione olandese in lingua francese ad opera dell'editore Antonio Groppo, sorte che, più che altro, fu sollecitata dall'edi­zione pesarese del Gavelli. E per tal fatto La Minerva osservava: Le Me­morie di Trévoux sono l'altra traduzione; e in parte si videro prima in Venezia l'anno 1744, per Antonio Groppo, in 4 e 12. La prima edizione non s'è proseguita, l'altra non andò molto a lungo [...]. Questo librajo si seppe nella sua bella impresa essersi raffreddato, quando vide all'im-provista (sic) dalle stampe del Gavelli di Pesaro comparire con maggior
52> A questo punto ci lasciano con alcune perplessità gli autori e i curatori de La stampa italiana dal '500 all'800, cit., per il fatto che, tranne che della Biblioteca antica e moderna, e del relativo editore, ma semplicemente per integrare il discorso sul gesuita Francesco Antonio Zaccaria, ivi, pp. 254-255, non facciano alcun cenno né degli stampatori, né di quei periodici che uscirono allora dai torchi dei medesimi. Avrebbero dovuto, forse, riferirsi al Mercurio e alle Memorie pesaresi al momento in cui hanno parlato dei relativi originali francesi e delle traduzioni veneziane.
53) M. BERENGO, La crisi dell'arte della stampa veneziana alla fine del XVIII secolo, in AA.W., Studi in onore di Armando Sapori, Milano-Varese, 1957, II, pp. 1 SI-US. Cfr. anche G. RICUPERATI, Giornali e società, cit., p. 280.
54) La Minerva ossìa Nuovo Giornale de' Letterati d'Italia, marzo 1762, n. 1, p. 23.