Rassegna storica del Risorgimento
STAMPA PESARO SEC. XVIII; STAMPATORI PESARO SEC. XVIII
anno
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1993
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470
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470
Bruno Ficcadenli
Non bastava al dotto predicatore e poligrafo gesuita quanto già produceva altrove; così mise mano, o meglio penna, ad un'altra pubblicazione, questa volta fatta curare e stampare dall'Editoria Amatina di Pesaro. Era un'opera di divulgazione e di critica, appunto, la Biblioteca Antica e Moderna di Storia Letteraria ossia Giornale Critico ed Istruttivo de' libri che a letteraria storia appartengono secondo l'ordine delle materie accuratamente disposti. Secondo le recondite intenzioni dell'autore e dell'editore la Biblioteca doveva essere una pubblicazione insieme parallela, correttiva e contrapposta agl'Enciclopédia parigina. Ovviamente non a caso il periodico usciva a Pesaro, dove con una certa vivacità si incontravano e si scontravano le diverse correnti letterarie e di pensiero, dove si ponevano a confronto le vecchie e le nuove teorie scientifiche, politiche, religiose, artistiche, provenienti dai diversi centri culturali italiani ed europei, proprio per merito di validissimi stampatori, quali Pasquale Amati e Niccolò Gavelli.
Fin dal primo momento Pasquale Amati, entusiasta dell'opera che andava pubblicando, con evidente orgoglio asseriva che la Biblioteca doveva raccogliere tutti i libri, tutte le scienze e l'arti, lavoro da molti bramato, da taluni promosso, da nessuno tentato.75) Certo è che in tale prospettiva l'Amati era confortato dal valore di padre Zaccaria, che dava l'impostazione, i contenuti, l'articolazione dell'opera, dichiarava ed illustrava gli scopi nelle rispettive Prefazioni dei tre volumi, formati da due tomi semestrali ciascuno.
Il fondatore ed autore della Biblioteca, gesuita Francescantonio Zaccaria, ne fa, volta a volta, la sintesi espositiva. Dapprima illustra i punti salienti dell'impostazione e sintetizza la suddivisione delle parti dell'opera, che dovrebbero corrispondere ad altrettanti settori delle scienze. Tuttavia l'immane ed ambizioso sforzo dell'autore e dell'editore non va più in là del terzo volume. Ciò anche perché di mano in mano il lavoro diventa sempre più. complesso del previsto: ciascun tomo per ogni partizione non è più sufficiente ad esaurire la vasta materia affrontata; lo stesso Zaccaria se ne avvede. Intanto, però, egli con un pizzico d'orgoglio, cosciente della
tra cosa vago sembrava, che di prendersela contro quelli, che non sono del suo partito. Se di questo notabil difetto guardato si fosse il benemerito gesuita, avrebbe meglio proveduto (sic) al buon nome, che nel regno delle lettere colle sue dotte fatiche sareb-besi acquistato, né aggiunto avrebbe legna a quel fuoco, che accesosi fra i due partiti non avverrà che s'estingua giammai .
73 P. AMATI, Dedica al cardinale Gaetano Fantuzzi, Pesaro, 1 gennaio 1766, volume I, pp. III-IV. Lo stesso Amati, poi, dedica il secondo volume, Pesaro, 1767, al cardinale Antonio Colonna Branciforte allora Presidente della Legazione di Pesaro-Urbino.
11 terzo volume non ha dedica. Ciò anche perché l'editore pesarese nel frattempo è stato impegnato a pubblicare un'ennesima monografia dell'instancabile padre gesuita, per parare un altro dei tanti attacchi contro il primato del Papa , cioè YAntl-Febbronìo di Francescantonio Zaccaria ossìa Apologia polemica-storica del primato del Papa contro la dannata opera di Giustino Febbronio, Pesaro, Stamperia Amatina, 1767,