Rassegna storica del Risorgimento

1821-1823 ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1921>   pagina <188>
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188 Elvira Cortesi
I Monaci, dice il Mandrini cominciarono a prendere a cuore l'educazione della Gioventù di questa Provincia con applauso universale in tempi e in circostanze così scabrose e difficili . .. . .. Cominciò a rifiorire pietà, educazione e buona disciplina, con universale contentezza e soddisfazione, concorrendo tutti della Provincia per collocare li figli in detto Collegio, che in poco tempo fu si pieno, che si dovette desistere dal più ri- ceverne .
Facendo buon viso a cattivo giuoco, i poveri Monaci Cassi­nosi, sconvolti da quell'arruffio di contrastanti opinioni, dovet­tero adattarsi ad insegnare ai giovani, secondo i nuovi criteri che l'Amministrazione Centrale imponeva.
Subito per le scuole si divulgarono i due celebri discorsi del Ce­sarotti: Istruzioni di un cittadino ai suoi fratelli meno istruiti e il Patriottismo illuminato Omaggio di un cittadino alla Pa­tria , di cui la Municipalità, ispirata dal Costa, curò la stampa.
Anche nelle scuole pubbliche si curò l'istruzione assai più che sotto l'antico regime; le Librerie dei Conventi soppressi furono riunite nella Classense e ne fu nominato Ordinatore Don Olivo Orioli, arcadico facitore di sonetti.
Così, tesori di dottrina e di scienza, divennero dominio co­mune, uscendo dalle sale austere de' Conventi, come vasti ter­reni, resi quasi improduttivi dalla manomorta, passarono in mano di laici che, creando la elasse dei piccoli possidenti, dettero im­pulso all'agricoltura.
Gravissime erano le contribuzioni che si dovevano pagare, ma tante ricchezze; diffuse fra le diverse classi, la possibilità concessa ad ognuno dì comprare terre a basso prezzo pagando a lunga sca­denza, diminuiva il disagio e prometteva vantaggi notevoli per l'avvenire. S'introdussero pure miglioramenti nelle amministra­zioni pubbliche, da cui furono esclusi gli ecclesiastici, la giustizia fu resa gratuita e ordinata con saggi criteri; soppressi i tribunali privilegiati, ogni cittadino fu dichiarato uguale dinanzi alila legge.
I reazionari non vedevano certo di buon occhio tutto ciò; ma a ehi osava protestare, come a coloro che l'il giugno su­scitarono disordini per espellere da Ravenna le truppe Cispadane, col pretesto di libertà, il Comandante Sahugnet diede un esempio draconiano facendo fucilare nella Piazza Maggiore, dopo breve Consiglio di guerra, un borghigiano reo di aver minacciato ar­mata mano, una pattuglia di Guardie , e il Medico Domenico