Rassegna storica del Risorgimento

1821-1823 ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1921>   pagina <200>
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Elvira Cortesi
Se
Ma oramai i liberali stavano per perdere U potere. Voci false ed esagerate recavano notizie contradditorie intorno alla spedizione di Ferdinando IV a Boma, all'invasione del Piemonte, alla democratizzazione della Toscana. Dolorosa impressione, an­che negli stessi fautori della Francia, suscitò l'esilio, la prigionia e l'ultima inutile peregrinazione del vecchio Pontefice.
Al giungere delle prime notìzie di sconfìtte francesi, alcuni liberali che si ritenevano mal sicuri si dettero alla fuga: Partì Paolo Costa, con Lodovico Sirinen suonatore di violino due eccellenti soggetti professori di giacobismo (a piedi) col loro fardello in ispalla per non credersi troppo sicuro dal furor del Popolo in una nuova mutazione di governo, che si ledeva vicino . (1) Altri invece pur essendo deboli e soli, pur tro­vandosi in dubbi e perplessità, continuarono a tenere adunanze e instaurare comitati di salute pubblica, ad arrestare e condan­nare reazionari senza processo, a cantare per le vie la Marsi­gliese e la Carmagnola, sperando che i francesi, o presto o tardi, vincessero le armate dell'Imperatore. Ma ai loro canti risposero per tutta la primavera i legittimisti intuonando il Viven tou-juors les Piemontais Mort a tous les Francais , gridando di notte Viva l'Imperatore , tenendo segreti colloqui, antirivolu­zionari. E le loro speranze nel ritorno dei Francesi furono di­strutte per quell'anno dagli Austriaci, che entrarono in Eavenna il 29 magico del '99, per rimanervi da padroni fino al luglio del 1800, quando Buonaparte, avendo trionfato a Marengo, cacciò da tutta la Bomagna.
Feste della Repubblica
Una delle precipue caratteristiche del nuovo regime rivolu­zionario furono le feste patriottiche numerosissime, indette promosse direttamente dal governo, talora ordinate con appositi
(1) FiAJWKiNi - Annali di. - ìiOÌ. Uh