Rassegna storica del Risorgimento

Epaminonda Farini. Domenico Farini. Epistolari. Secolo XIX
anno <1994>   pagina <37>
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Epaminonda Farmi a 'Domenico Farmi 37
sonaggio, aggiungere un documento, a quanto io so, del tutto inedito, che proviene, questa volta, da un archivio familiare, quello del pronipote Arnaldo Foschini, figlio di Placidia Farini.8) Sembra trattarsi della bozza di un discorso pronunciato per l'adesione ad una di quelle associazioni appartenenti al movimento dei repubblicani intransigenti che ebbe diverse forme, fino alla formazione, nel 1900, di un vero e proprio partito ba­sato sul principio dell'astensionismo politico, il Partito Mazziniano d'Italia di Felice Albani.9) A quest'ala intransigente del mazzinianesimo Epami­nonda aveva, com'è noto, non solo dato la sua adesione personale, ma ad essa aveva conquistato tutto quel sodalizio repubblicano del circon­dario di Ravenna, detto delle ville , che vedeva in lui il suo autentico capo spirituale e il suo esempio morale vivente.10*
Il documento tuttavia non direi rifletta l'ultima fase dello sviluppo politico di Epaminonda. L'accenno alla morte del Quadrio, avvenuta nel 1876, fa pensare che l'evento non sia ancora lontano; e al Quadrio egli aveva forse pensato come al miglior continuatore dell'opera del Mazzini. Si deplora la divisione fra i mazziniani pur ritenendola dolorosamente necessaria, e ancora si guarda con preoccupazione all'astensionismo per il pericolo, che comporta, di estraniamento dalla vita pubblica. Ma all'asten­sionismo più rigido si sarebbe poi convertito Epaminonda nel progredire del suo distacco dalla vita politica italiana; alla sua morte, nel 1903, le sue posizioni sembrano coincidere perfettamente con quelle dell'Albani.
Nel manifesto funebre che gli fu dedicato dalla Società Democratica Repubblicana di San Pietro in Vincoli, luogo ove egli esercitò in vecchiaia la sua modesta attività professionale, il riconoscimento di questo suo tar­divo merito politico passa ancora oltre quello dell'esaltazione della sua attività di patriota. Vi diremo dello spirito di giustizia che lo animava, dell'ardimento quasi giovanile dei suoi propositi, dello sdegno da cui era mosso davanti agli arbitri, alle prepotenze, alle reazioni del governo, della sua pietà quasi fanciullesca davanti alla miseria degli umili; della rigida onestà, della bontà infinita, ingenua, verace, della fede nell'avvenire, del­l'amore alla verità, donde la sua avversione al prete. Così egli avvinceva
*) Placidia era figlia del fratello dì Epaminonda, Leonida; fra lui ed Epami­nonda sussistè un legame assai più forte che non con l'altro fratello (cfr. lettera a Domenico del 23 maggio 1878, A.D.F., busta 331, 49) e non è da stupire che alila discendenza di Leonida siano rimasti documenti che riguardano il patriota;
9> Per quest'ultimo cfr. R. DE FELICE, Dizionario biografico degli Italiani, I, 1960, pp. 600-602.
M> Cfr. la bibliografia già citata supra, n. 3; interessante in proposito il numero commemorativo dedicato a Epaminonda Farini di La Terza Italia, il settimanale poli­tico di Felice Albani e della moglie (Alina), in data 22 gennaio 1903, che reca anche testimonianze e vivi ricordi personali;