Rassegna storica del Risorgimento
1821-1823 ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
<
1921
>
pagina
<
213
>
Invasione francese nelle Bomagm 213
Qui supera ti zion da negro trono Cinta s'adora, e la ragion s'oblia; Qui tra pò poi d'invidio e pieno d'ozio Povera o nnda va Filosofìa .
A te i suoi pianti il perégrin tributa Su quest'avello; il Citfcadin noi mira, Passa villanamente e noi saluta.
lo sol qni vengo: la negletta lira '.Guardo piangendo, e colla mesta e muta Ombra tua, vo sfogando il duolo e l'ira . (1)
Una nota a quest'ultimo sonetto dice: Anche ai tempi * della superstizione e dell'avvilimento del popolo, eravi chi, venerando l'ombra del Oantor di Bjce, conosceva perfettamente i mali da cui era lacerata la misera nostra patria. Vi era chi ne parlava all'orecchio di qualche amico illuminato, tremando, e ehi ne piangeva segretamente.
Ne sia una prova questo sonetto fatto sin dall'anno 1795 .
Sarà vero? Sarebbe per Paolo Oosta un riscatto dalla colpa d'aver scritto un sonetto di giubilo per il naufragio della flotta francese, diretta verso la Sardegna.
Dopo di lui recitò un sonetto il << Cittadino Prete Andrea Oorlari che attaccò con veemenza, anch'egli per riscattarsi forse del suo antico stato, la Curia Romana, la cui impostura fu svelata dal cantore di Bice col Divino Poema, scritto in gran parte a Bavenna.
Mosse un urlo la Lupa, e urtò furènte Col settemplice corno il Campidoglio, IE col lezzo imbrattando altare e soglio Intimò leggi all'assonnata gente. - A lei gli adunchi unghioni, e il nero dente Aguzzò l'impostura, e il folle orgoglio; E la ragione avvinta a un aspro scoglio Piangea il suo fato squallida e languente.
(1) Archivio Storico liavetm. ~ Miscellwiea Sprèti --> eco. T. Vili. - Accademia in lode di Dante Alighieri, celebrata il 14 Nevoso - Anno TI Reputili. - Seconda seduta - Sonetti del Cittadino Paolo Costa.