Rassegna storica del Risorgimento
Storiografia. Filosofia. Secolo XVIII
anno
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1994
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pagina
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Arnaldo Salvestrim
ebbene, l'Imperatore accettò soltanto il Fratello e i suoi stretti familiari, con qualche servo e i gentiluomini di camera principe Rospigliosi e Gaetano Rainoldi (oltre al senatore Bartolini e ai coniugi Capponi). Dette invece pubblico bando da tutti gli Stati ereditari al governo toscano in blocco, compreso il Gran Maggiordomo di Corte Federigo Man-fredini, giudicato colpevole (lui, amico personale del ministro degli Esteri Thugut, al quale si era rivolto in continuazione perché fossero inviate truppe austriache in Toscana)9) di oscure tresche con la Francia. Le reazioni dei ministri furono poi molto differenti, ma tutti vollero in un modo o nell'altro chiarire la propria posizione e testimoniare la propria fedeltà all' ottimo Principe , tutti dicevo, a parte il Seratti, il quale, dopo aver rivendicato la propria estraneità agli ultimi fatti sostenendo che egli aveva chiesto le dimissioni dalla direzione del Governo già due anni prima e che era restato al servizio solo su pressante preghiera del Granduca, si affrettò da Palermo a formalizzarle senza revoca per passare al servizio dei Sovrani di Napoli.,0)
Ma, a proposito del Seratti, credo che convenga, nella speranza di non sviare, ma anzi di aggiungere chiarezza, soffermarsi sul suo caso e riprodurre qui qualche suo scritto, come per esempio questa sua lettera da Palermo, naturalmente!, del 28 giugno 1799 a Franz von Collo-redo, a Vienna:
Palermo, 28 giugno 1799
Ho sofferto le persecuzioni le più crudeli per aver sostenuto nel ministero toscano la buona causa; ho voluto salvare dalla rovina il mio Sovrano ed il Suo Stato, e per maggior dolore vedo dagli avvenimenti che l'esito vi averebbe corrisposto. Li amici delli scellerati, e quelli che hanno operato come tali non lo hanno voluto, e mi hanno oppresso perché non li imitavo, né li secondavo; trionfanti, perché così piaceva a chi ne era il padrone, vi hanno persistito fino alli ultimi disastri, tantoché non hanno dubitato, in contradizione alle mie più vive rappresentanze fatte in voce, ed in scritto, di esporre anco la Sacra Real Persona, e la Sua Famiglia, scampata solo per un prodigio. In prova dell'onesto mio operare, nulla valuto ciò che mi costa nell'interesse e nella salute, la serie di tutti li infiniti avvenimenti; devo solo alla combinazione se non vi ho perduta ancor la vita.
Non ostante il peso di angustie sì grandi, e ridotto quasi alla mendicità, ero pur tranquillo perché sentivo di aver compito in tutta la sua estensione il mio dovere, e di aver sostenuto a tutta prova il mio onore. Vedo ora lacerato crudelmente ancor questo con un'ingiustizia che sarà senza esempio, ed in ricompenza (sic) all'onestà e verità sostenuta alla più dura prova, non si pretende meno che imprimermi la macchia dei traditori, e confondermi con essi. Ad un colpo tale non ho forza per resistere.
*> Cfr. SAW, loc. cit. A questo .proposito, risulta incomprensibile lo stravolgimento della figura del Thugut operata dal Pesendorfer (op. cit.t passim), che tenta di farne il solo responsabile della politica aggressiva dell'Austria verso la Toscana.
10> Di questo episodio, però, non è tracaia né nelle carte di Praga, né in quelle di Vienna, né in quelle della Segreteria di Gabinetto di Firenze. Come mai?