Rassegna storica del Risorgimento
LEGA DOGANALE ; MORICHINI CARLO LUIGI
anno
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1914
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pagina
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633
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Sfì'elimkiari della Lega doganale, eoe. 633
altrettanto, e qualche difficoltà potrebbe soltanto insorgere iu pratica nel-l'applicazione'del principio ad alcuni articoli fcfificoltà alle quali gl'incaricati delle trattative troveranno facilmente compensi).
La Toscana che ha sempre goduto di un sistema commerciale quasi assolutamente libero, mette alcune condizioni che potrebbero dirsi piuttosto dichiarazioni, e che in genere per lo meno non fanno difficoltà, vale a dire: Vesclusione di ogni assoluto divieto, laprejhsìone di un termine il più breve possibile per discendere, dalle tariffe provvisorie alle de-Jinitwej alte 41 sistema provvisorio sìa limitato al minor numero di articoli.
La difficoltà grave però .Bincontra sulla prima condizione che mette il Governo Toscano, inviolabilità di sistema frumentarib vegliante.
Il commercio dei grani in Toscana è intieramente libero; al contrario nel Governo Ponfnn'eio:; 'Una tariffi* graduata ne determina l'estrazione e l'introduzione non meno che il dazio all' uscita, ed all'entrata. Con altre leggi sì domanda l'assegna delle quantità esistenti, e dagli estremi che se ne raccolgono, sempre più o meno fallaci, si pretende talvolta anche indipendentemente dal prezzo, di regolare l'introduzione o l'estrazione del genere. In taluni casi, e ciò è anche meno logico, è chiusa l'entrata, e) 1' uscita, e si alza una barriera che' i vorrebbe insormontabile. In fine non v'è alcun termine della scala, in cui il commercio sia libero.
Oggi tutti gli Economisti insorgono a proclamare siccome in tatti prodotti, così pure relativamente alle granaglie, la più indefinita libertà, del commercio non solo come base di pubblica prosperità, ma anche come il più sicuro mezzo per allontanare ed attenuare gli effetti di una carestia.
La Toscana che da secoli vive soffio questo regime, se n'è trovata contenta; per la Olanda vale la medesima osservazione, e l'Inghilterra ha recentemente adottato un sistema quasi del tutto libero, e la sua aristocrazia dopo una lunga pugna parlamentaria, ha veduto sfuggirsi di mano il monopolio dei grani.
È evidente che il divieto all'introduzione non ha altro scopo che l'interesse dei proprietari vale a dire della classe più ricca, sia ohe coltivino a conto proprio, sìa che affittando traggano una più larga mercede dagli affittuari cui cedono il loro privilegio. Intanto è il monopolio della proprietà fondiaria a carico del povero consumatore, è la preva-f lenza dei maggiori interessi, sopra l'interesse del maggior numero, sotto il Bolito spedale pretesto di protezione all' industria.
La libertà dell'estrazione proclamata per principio forma per altro un argomento più grave, anzi gravissimo, né per amore di sistema sarebbe cosa prudente di lasciarsi andare ad un partito non abbastanza sperimentato che potrebbe compromettere l'esistenza di un'intera popolazione