Rassegna storica del Risorgimento

"UNIT? ITALIANA"; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1921>   pagina <217>
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La setta aW Unità Italiana in Terra di Lavoro eco, 217
Poco conosciamo della sua estensione è della sua azione, che nel fatto fu limitatissima, e perchè si confondeva con quella mazziniana, e perchè fu soffocata in sul nascere. D'altra parte i corifei dovettero misconoscerla nei pubblici dibattimenti pro­cessuali, uè se ne ricordarono dopo, per la ressa dei maggiori avvenimenti, che ne resero la memoria anche più fioca.
Nicola Nisco che vi appartenne, e che è il solo storico che ne racconti di più, ci dà scarsissime notizie sulle origini di que­sta setta
A fronte della baldanzosa organizzazione reazionaria, egli scrive, i liberali più arditi riprendevano la via delle sette. Due correnti cominciarono ad appalesarsi: quella diretta da Filippo Agnati per la ricostituzione dell'antica Carboneria e quella, capi­tanata da Luigi Settembrini, per la Giovane Italia, da lui e da Musolino ri formata. In mezzo ad essi Silvio Spavento lanciò l'idea nuova, che doveva amendue le vecchie comprendere, l'Unità Ita­liana... Così l'Agresti e il Settembrini convennero di costituire la società dell' Unità ItaMana, Spaventa ne fu il primo presidente..., essa aveva lo scopo di liberare l'Italia dalla tirannide interna dei principi, di vederla forte ed indipendente, redimerla da parti eterogenee e contrarie allo scopo . (1)
Il Settembrini negò la setta, durante il processo, e ne tra­scurò poi il ricordo. Il Banalli, che nel 1859 pubblicava le sue Istorie, non è sicuro dell'esistenza e dei fondatori di essa. (2) Il Racioppi scrive: Mossa da Napoli, al declinare del 1848, ebbe nelle provincie poco numero di adepti, fra gente men di credito che di vivaci spiriti.... e fece intendere che tale setta fu rinnovata e resa popolare, perchè la vendetta borbonica la esa­gerò per farsene pretesto di scelleraggini, specialmente contro Carlo Poerio. (3)
Il Laeava che vi portò molta luce con notìzie, tratte dal processo che se ne fece a Potenza, ne scrive purtroppo, con molte inesattezze ed orrori : Vista l'impossibilità di aver fran­chigie liberali dal Governo borbonico, costantemente spergiuro, gli animi di continuo intenti a future riscosse, si rivolgono al-
(1) Nisoo. op. e. p. 190.
(2) F. ÌUNAM.1 - Z* Morie italiana dal 1846 alJ868 JTfronzo 1859, voi. IV, pp. 178-179.
(3) RACIOPPI Of. - Storia din moti di Basilicata ce. - Napoli 1867, p. 66.