Rassegna storica del Risorgimento

"UNIT? ITALIANA"; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1921>   pagina <220>
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V. Castaldo
ancora l'opera del governo borbonico, che volle presumere che la setta fosse esistita anteriormente al 15 maggio 1848, e che ne avesse preparati i moti. Oosì potette aggravare l'accusa contro i sostenitori, per quanto esagerati, delle guarentigie parlamen­tari, e contro ogni inviso liberale.
Oosì, anche nel nostro processo, la Gran Corte assumeva questo particolare : fu nel 10 maggio 1848 che un tal Pasquale Saltarelli venne invitato da Tommaso e Gaspare Leo, Cavallini e Manco, per essere annotalo fra gli individui di una setta, senza specificarla, avendone nei villaggi di Sessa già affiliati due in trecento , E che il Saltarelli rifintò e fuggì.
Questo accenno può a stento riferirsi alla formazione dei circoli costituzionali o di resistenza, che si vennero formando nel regno, in quel periodo, ma non alla setta unitaria. Questa senza dubbio sorse in Napoli dopo il maggio e s'irradiò in Terra di Lavoro molto più tardi. (1) L'annotatore al processo ci istrui­sce che nell'ottobre 1848 venne in Sessa Sorrentino (delegato da Napoli) per fondare nn circolo della Grande Unione Italiana e per farla diffondere nei vicini cornimi. Si rivolse a Frangenti, noto per le vicende del 1820, in cui era stato presidente della Carboneria di Sessa. Questi aveva avuto a segretario della "Ven­dita il Cantasani ed era amicissimo del Pecorari. Propose quindi questi due a Cario Stabile che fu chiamato a Sessa; e recatosi fuori dell'abitato, furono dal Sorrentino ammessi alla setta ed ebbero le istruzioni stampate.
Le conclusioni di tal processo e la sentenza furono emanate il quindici luglio del 1851, dopo circa due anni da che i cospiratori furono arrestati. La Gran Corte Speciale era costituita dai signori Marzucco, presidente; Palladino, procuratore generale del Re, destinato a servire presso la stessa; Oolumbo, vicepresidente; Pagliari, vicepresidente onorario; cav. Froda, Biccio, Mitraglia e Eodoero, giudici, ed assistita dal sostituto cancelliere Busso.
L'accusa fu cosi motivata: di associazione illecita, orga­nizzata in corpo, col vincolo di segreto, costituente setta Gra/nde
(1) Il Monti Alili stesso, elio conviene ohe unioa fonte dell'origine di tale setta sia il Nisco, crea un equivoco, seri veni lo ohe sorse per la reazione pro­dottasi dopo la rovina dell'idea nazionale nel Nord, mentre sorse esclusi vo­mente per quella ai moti del 15 maggio, come scrivo il Nisoo. (C'fr. MON-DAINI, op. e. p. 248.