Rassegna storica del Risorgimento

LEGA DOGANALE ; MORICHINI CARLO LUIGI
anno <1914>   pagina <634>
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Fernanda Gentili
Si disse non abbastanza sperimentato perchè la Toscana e V Olanda, che possono ritenersi come paesi d'assoluta libertà commerciale, si tro­vano per rapporto al commercio dei grani in condizioni molto diverse da noi : ed anche gli argomenti che si adducono dai fautori del Commercio libero dei grani potrebbero soggiacere alla medesima distinzione.
Tal distinzione s'intende fare fra i paesi che mancano di grani, ed ì paesi che ne abbondano. Nei primi l'introduzione è abituale, l'espor-i tazione non avviene che per eccesso d'introduzione. Se ponete il divieto alT esportazione, metterete in diffidenza i speculatori che vorranno essere misurati e canti nell' introdurre, onde non trovarsi astretti a vendere con perdita, come avverrebbe in caso di soverchia abbondanza in quella piaz­za, se non potessero preferire altro più vantaggioso provento. In una pa­rola per fissare la bramata introduzione, per tenere il mercato abbon­dantemente provveduto è necessario sia garantita ancora la facoltà del­l'esportazione, ed il principio dell'assoluta libertà commerciale è assolu­tamente indispensabile, in tale condizione trovasi l'Olanda e presso a poco la Toscana, ed oggi vi si trova anche V Inghilterra.
ÀI contrario nei paesi che abbondano ordinariamente di grano, nes­suno abitualmente ve ne porta, e se sopravviene nna scarsa raccolta, prima di avere il grano dall'estero, bisogna aspettare* che il commercio ne sia avvertito dai sintomi della carestia. Supposta ora una carestia ge­nerale, come quella del 1846, i depositi dei grani si muoveranno senza dimora verso quelle contrade che sono solite riceverne, nessuno penserà a portarne allo Stato Pontificio ; al contrario meno che la carestìa non siasi anche qui manifestata in modo imponente da elevarne esorbitante­mente i prezzi, anche il grano dello Stato Pontificio prenderà il consueto avviamento verso l'estero, e ciò pare avvenne nel 1846. Per verità la - nostra carestia del suddetto decorso anno fu piuttosto un timor panico : ma chi ci dice che senza le cure del Governo a frenarne l'esportazione non sarebbe andata più innanzi ? e non è forse cosa prudente in simili casi di trattenere le provvisioni che sono in casa, anziché lasciarle stag­gire per poi doversi desiderare, e ricomprarle a più caro prezzo? Vo­gliasi pur credere che il commercio vi avrebbe provveduto, ma 3ri un paese dove il bisogno non ai suppone, è par da temersi ohe il com­mercio non vi provveda a tempo, ed il più caro prezzo sarebbe sempre cagione di patimenti al povero, di nequizia e di pericolo al Governo.
Si aggiunga che lo Stato Pontificio non essendo molto vasto, una esportazione maggiore dell'ordinaria, cagionata da soverchia l'iehiesta al­l'estero produrrebbe presto un vuoto sensibile; che manca dì marina propria per accorrere prontamente al bisogno, e die finalmente anche le comunicazioni interne son fin qui difficili e costose, e gli Appennini, nel trasporto delle merci voluminose, mettono fra le provincie del Mediter-