Rassegna storica del Risorgimento

Societ? geografica italiana. Abissinia. Secolo XIX
anno <1994>   pagina <313>
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La Società geografica e l'Abissinia 313
Cartaginesi e Romani che si trovano nella Reggenza .10) Proprio questo secondo aspetto della missione di Antinori aveva messo in sospetto gli ambienti consolari francesi ed inglesi di Tunisi, che avevano supposto addirittura che la presenza di Antinori in Tunisia nascondesse tutt'altro fine che quello scientifico e preludesse invece all'occupazione militare di quella terra da parte dell'Italia.10 Tuttavia, se la missione dell'Antinori non si doveva spingere fino a quel punto, le voci allarmistiche che la sua presenza aveva suscitato avevano probabilmente un fondo di verità, visto che egli non si era limitato a contemplare le bellezze naturali e storiche della Tunisia, ma aveva anche stilato alcuni rapporti sulla situa­zione politica di quel paese, indirizzati al Gabinetto Particolare del re ed allo stesso sovrano. In uno di questi rapporti al Verasis, ad esempio, l'esploratore italiano aveva scritto:
La crisi e i disordini finanziari in questo paese sono saliti al massimo, e quando non vi si provveda, particolarmente da chi vi ha il maggiore interesse, finirà la cosa con un'occupazione francese immancabile. Dio salvi l'Italia da que­sto nuovo pericolo!
Emissari francesi, alcuni dei quali noti, s'aggirano nello interno sotto di­versi pretesti, ed uno di questi, un tale Alkan, ha lavorato una carta sui li­miti delle varie Tribù, ed ha spedito in Francia rapporti statistici, commer­ciali, aniministrativi e strategici, che hanno molto soddisfatto il Ministero Francese. E il Sig. Dho col pretesto di raccorre dati sulla vita di Cesare non fa Egli altrettanto?
Sig. Conte, dica liberamente a S. M. queste cose, perché è bene che Egli le sappia, in momenti che la nostra rappresentanza a dir vero troppo desautorata {sic) presso questo Governo, mostra di non affannarsene.12*
Da parte sua Vittorio Emanuele II, anche per queste sollecita­zioni che gli giungevano in via ufficiosa, cercava in tutti i modi d'ingra­ziarsi i governi d'oltremare specie della Tunisia e dell'Egitto con l'elar­gire ai membri politici ed agli esponenti civili e militari più in vista
W Antinori a Verasis, Tunisi, 7 agosto 1866, lettera cit. Cfr. anche le lettere inviate da Tunisi il 3 e il 12 novembre dall'esploratore perugino all'amico Enrico De Gubernatis, già console di Susa, in O. ANTINORI, Lettere sulla Tunisia e special­mente sulle provìnce di Susa e Monastir, Firenze, 1867, pp. 325-382.
W Cfr. L. DEL PIANO, La penetrazione italiana in Tunisia, cit, p. 57.
i2) Lettera da Tonisi del 7 agosto 1866, dt.
L'Antinori di ritorno dalla Tunisia nei primi mesi del 1867 era riuscito ad ottenere da Vittorio Emanuele II un'altra elargizione, questa volta di tremila lire, sempre dai fondi delle R. Cacete, occorrentegli per la pubblicazione di un memo­riale che avrebbe dovuto illustrare quanto di prezioso accoglie in sé la Reggenza di Tunisi in fatto di produzioni zoologiche e di opere monumentali romane (Anti­nori a Verasis, Firenze, 8 aprile 1867} e Verasis agl'ispettore generale delle R. Cacete, Firenze, 14 aprile 1867, in ACS, Gabinetto Particolare di S.M. il Re d'Italia, anno 1867, fase. 141).