Rassegna storica del Risorgimento

Societ? geografica italiana. Abissinia. Secolo XIX
anno <1994>   pagina <341>
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far forza a se stesso. Era intervenuto, infatti, nella faccenda nuovamente il ministero degli Esteri, che attraverso il capo della Direzione Generale dei Consolati e del Commercio aveva dato istruzione di far cadere la cosa. Il Peiroleri si era spinto fino al punto di sollecitare il Correnti ad insistere presso lo stesso Odoardo Beccari, a cui si doveva la inizia­tiva, perché pagasse di sua tasca le spese del soggiorno del giovane abis­sino in Alessandria:
Il sottoscritto si pregia di significare a codesto Dicastero che non crede sia più il caso di dar corso all'antico progetto di collocare nell'Istituto inter­nazionale di Torino il figlio del Re Teodoros, poiché dalle maggiori informa­zioni assunte risulterebbe non sussistere le ragioni d'ordine politico che pare­vano consigliare un tal provvedimento. Ciò però che importa assai allo stato attuale delle cose si è di ottenere al Patriarca copto del Cairo il pagamento delle spese occasionategli dal mantenimento del giovane abissino, le quali spese stanno a carico del Prof. Beccari che nel lasciare colà quel giovane assunse positivo impegno di rimborsarle.1(x>)
Si concludeva così questo primo capitolo della storia triste e grande ,01) della penetrazione italiana in Abissinia con una inaspettata querelle economica che vide frustrata l'iniziativa di Odoardo Beccari, la quale, se condotta diversamente, avrebbe potuto forse mutare, insieme al destino del figlio del negus Teodoro, le stesse vicende italiane in terra d'Africa degli anni successivi .102)
Il significato politico della rinuncia alla tutela del figlio del negus
ìoo) Peiroleri, capo della Dir. Gen. dei Consolati e del Commercio del min, degli Esteri, al min. della Pubbl. Istruz., Firenze, 9 gennaio 1871, n. 22, in ACS, Min. Pubbl. Istruz., Personale 1860-1880, fase. Beccari Gian Battista. Il Correnti rispose all'alto funzionario degli Esteri in questi termini: H Sig.r Beccari mentre non intende d'accettare alcuna responsabilità per quel fatto, dice d'averlo anche allora espressa­mente dichiarato non solo, ma d'essersi limitato ad esprimere la sua fiducia che il Governo d'Italia avrebbe trovato forse del suo interesse politico di prender cura di quel disgraziato Abissinese. Che in attesa d'istruzioni da parte del governo al vescovo, egli, a non procurare a quest'ultimo danno di sorta gli consegnava del suo due ghinee per il mantenimento del Giovane. E lasciando ora come allora al Governo in­tera libertà d'agire non intende d'essere menomamente tenuto a rispondere delle pre­tese messe in campo dal vescovo del Cairo (nota del 17 marzo 1871, n. 1020 (mi­nuta), ACS, ivi).
ìoi) L'espressione è di G. VOLPE, Italia moderna, voi. I, cit., p. 117.
ioz) L'episodio dell'incontro con il figlio di re Teodoro fu rimosso, a quanto sem­bra, sia dal Beccari che dagli altri suoi compagni di viaggio, che non ne parlano nelle memorie su quella spedizione in Abissinia da essi redatte. Anche le nostre ricerche nei vari fondi dell'ASMAE non hanno portato die a scarsi risultati, avendo rinvenuto in proposito soltanto un telegramma di Visconti Venosta al De Martino del 16 ot­tobre 1870, nel quale si chiedeva l'età del giovane degiasmàc e se egli aveva rice­vuto una qualche istruzione (ASMAE, Ambasciata italiana in Egitto, busta 4, fase. 1).