Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia. Secoli XIX-XX
anno <1994>   pagina <343>
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IL PREFETTO GIANNETTO CAVASOLA (1840-1922) *
1. Una delle tante questioni storiografiche legate alla discussione in sui prefetti dell'Italia postunitaria,1* riguarda il personale modo di porsi
* Lavoro eseguito nel quadro della ricerca su Prefetti e vescovi in Italia , diretta dal prof. Fausto Fonzi, con il contributo del ministero per la Ricerca Scien­tifica e per rUniversità. Anticipo qui, limitandomi alle citazioni bibliografiche e archivistiche strettamente necessarie, alcune pagine di un mio volume di imminente pubblicazione.
Principali abbreviazioni: ACS = Archivio Centrale dello Stato; ASR = Archivio di Stato di Roma; MI = Ministero dell'Interno; D.S.P.P. = Deputazione Storia Patria Palermo; AP = Atti Parlamentari.
n Da tempo, l'attenzione degli storici si è appuntata sulla burocrazia in gene­rale e sui prefetti in particolare (si vedano, ad esempio, E. MORELLI, Una ricerca in corso sulla burocrazia italiana nei primi tempi dopo l'unità, in Quaderni storici, 1971, pp. 1048-1051; e R. UGOLINI, Per una nuova ricerca sulla burocrazia italiana. Il personale del Ministero della pubblica istruzione dal 1860 al 1881, in Rassegna storica del Risorgimento, 1974, pp. 360-390), ma solo in tempi più vicini a noi sono state avviate più sistematiche ricerche (ricordo, ad esempio, quella diretta da F. Ponzi, che ba già dato frutti significativi, quali il bel volume di V. G. PACIFICI, Angelo Annaratone (1844-1922). La condizione dei prefetti nell'Italia liberale, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1990). La stessa letteratura sulla figura e sul ruolo del pre­letto va ogni giorno più arricchendosi. Tra gli studi apparsi negli ultimi decenni, segnalo qui: R. C. FRIED, Il prefetto in Italia, Milano, 1967; P. CASULA, I pre­fetti nell'ordinamento italiano. Aspetti storici e tipologici, Milano, Giuffrè, 1972; A. PORRO, Il prefetto e l'amministrazione periferica in Italia. Dall'intendente subalpino al prefetto italiano (1842-1871), Milano, Giuffrè, 1972; P. BORZOMATI, La Calabria dal 1882 al 1892 nei rapporti dei prefetti, Reggio Calabria, 1974; ID,, Utilità e limiti delle relazioni dei prefetti, in AA.W., Economia e società nella storia del­l'Italia contemporanea. Fonti e metodi di ricerca, a cura di A. LAZZARINI, Roma, 1983, pp. 109-117; E. GUSTATANE, I prefetti dell'unificazione amministrativa nelle biografie dell'archivio di Francesco Crispi, isx Rivista trimestrale di Diritto Pubblico, 1984, pp. 1034-1101; ISAP, Le riforme crispine, I: Amministrazione statale, Milano, Giuf­frè, 1990 (si vedano in particolare i contributi su diverse prefetture, e specialmente, per citare solo quello che è stato maggiormente utile alla presente ricerca, il saggio di M. GUERCIO, La prefettura di Roma, pp. 785-854). Riferimenti all'operato dei prefetti si trovano, naturalmente, in tutte le opere di carattere generale. Mi limito a citarne alcune relativamente al secondo Ottocento: F. FONZI, Crispi e lo .Stato di Milano, Milano, Giuffrè, 1965, passim; E. RAGIONIERI, Politica e amministra-zhne nella storia dell'Italia unita, Bari, Laterza, 1967, passim, ma soprattutto le pp. 105-196; M. BELARDINELLI, Un esperimento liberaUconservatore: i governi di Rudinì (1896-1898), Roma, Elia, 1976, passim.