Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secoli XIX-XX
anno
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1994
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352
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Mario Casella
provvedere per lo Stato. Ed io, oriundo ligure, invoco per il comunetto della Basilicata la parità di trattamento con la Liguria.
La Legge del 1885, concedendo 100 mila lire di sussidio per aiutare i più bisognosi tra gli antichi possessori di una casa a ricostruirla, ha supposto che il maggior numero degli abitanti potesse fare da sé. L'esperienza dimostra che la supposizione fu errata. Fu scelta la nuova area, si sono messi a disposizione elei privati gratuitamente i suoli edificatali, si sono tracciate le strade, ma nessuno si è deciso a fabbricare, perché mancano i mezzi. Colle 100 mila lire faremo una quarantina di case; ma quaranta case sparse non fanno un paese e Campomag-giore non esisterà senza la costruzione privata. Io ho tentato tutte le vie per spingere la costruzione, ma invano. Il credito fondiario non può dare danaro che a fabbriche compiute; risparmi non esistono; i capitali spesi con usura non possono essere la base della fabbricazione. E la popolazione si è rassegnata a passare il secondo inverno nelle peggiori condizioni. Con poche migliaia di lire all'anno il bilancio dello Stato potrebbe aprire anche per Campomaggiore i conto correnti fondiari di favore; il Comune risorgerebbe; l'erario ricupererebbe la imposta fabbricati; e V. E. avrebbe la gratitudine di una popolazione.24*
Crispi promise il suo interessamento a favore degli abitanti di Campo-maggiore, e chiese una più precisa documentazione.
Nel frattempo, era cresciuta negli ambienti del ministero dell'Interno la stima nei suoi confronti. Nel 1887, era stato tracciato di lui il seguente profilo biografico:
Il Comm.re Cavasola è un funzionario di eccezionale operosità, e distinta perizia neU'amministrare la cosa pubblica; valente negli studi amministrativi, fornito di buona cultura generale, disimpegna con onore l'elevato ufficio di Prefetto. Alto di statura, piuttosto gracile, di contegno serio e riservato; di temperamento nervoso, di indole vivace. Poco amante di popolarità, talvolta si adombra coi superiori; tuttavia fu sempre lodato dai medesimi. Protegge i suoi dipendenti, ma è rigoroso verso di essi per l'adempimento del dovere. In complesso per la sua onestà e rettitudine di carattere sa farsi stimare dagl'impiegati e dal pubblico.25*
Lusinghiero era pure il giudizio che, sempre nel 1887, era stato elaborato sul suo conto da Napoleone Vazio:
Per me, fra gli ultimi nominati il Cavasola è il migliore. Non lo conosco bene come Prefetto, ma so che ha cultura e ingegno, carattere fermo ed energico senza spavalderia; laborioso e coscienzioso, franco e leale, accorto ed assennato, e per di più valente in tutti i rami di servizio, non può a meno di riuscire un ottimo Prefetto in qualunque residenza di secondaria importanza.26*
6. Cavasola lasciò Potenza il 16 settembre del 1888 con destinazione Foggia, dove, probabilmente, conobbe Antonio Salandra. Passò quindi
**) La lettera: ivi.
) In ACS, Crispi Roma, f. 76 (II).
2*) Ivi. Che l'autore di questo giudizio fosse Napoleone Vazio è stato dimostrato da F, FONZÌ nel saggio 1 prefetti del regno d'Italia. Dalla ricerca alla didattica, in L'Archivio Centrale dello Stalo 1953-1993, Roma, 1993.