Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secoli XIX-XX
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1994
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pagina
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353
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II prefetto Giannetto Cavasola 353
a Catania (10 settembre 1890). Inutilmente, ai primi di luglio del 1892, Giolitti gli propose la prefettura di Perugia. Il prefetto così motivò il suo rifiuto:
Conosco importanza di Perugia e comprendo cortesia della interpellanza della quale sono grato. Ma troppe circostanze e troppi confronti che qui mi tormentano da mane a sera mi impediscono rassegnarmi a sorte tanto diversa dai miei predecessori dopo due anni di governo alto e degno e potrei aggiungere insolito per questa Provincia. V. E. ha modo, se vuole, di accettarsi da fonti non interessate se parola sia presuntuosa. E se due mesi addietro, non certo per aderenze personali, mi si dava per sicura Bologna, mi permetta V. E. pensare non sia ora eccessiva aspirazione di essere incardinato nel movimento di Genova e Livorno. Che se V. E. non sente ancora fiducia di tenermi a questo livello io preferisco guadagnarmela in disparte rimanendo a disposizione come Le chiesi e come V. E. ha già avuto la bontà di concedermi. Prefetto Cavasola.27)
Il 1 luglio 1892, Cavasola fu collocato a disposizione. Secondo La Riforma fu lo stesso prefetto a sollecitare il provvedimento, per non trovarsi in disaccordo con gli uomini politici che avevano acquistato preponderante influenza nel nuovo Gabinetto .28> Richiamato in servizio attivo, il 1 febbraio dell'anno successivo fu inviato a reggere la prefettura di Alessandria. H 10 settembre 1893, Giolitti sottopose alla firma del re il decreto di nomina del Cavasola a prefetto di Roma. Il nuovo prefetto (che veniva ad occupare il posto di Giuseppe Ruspaggiari, che era stato a sua volta incaricato di reggere provvisoriamente la prefettura romana il 21 agosto di quello stesso anno in seguito alla sospensione del prefetto Andrea Calenda di Tavani per i tumulti seguiti all'eccidio di Aigues Mortes) fu accolto con favore non solo negli ambienti giolit-tiani, ma anche in quelli crispini: La Riforma criticò Giolitti per non averlo valorizzato prima, ma dedicò al Cavasola un lungo articolo in cui si inneggiava ad un antico collega della stampa (corrispondente da Firenze e da Roma, prima del 1876, del Lombardia) e si sottolineavano, del nuovo capo della provincia romana, l' aspetto simpatico , le forme molto cortesi , la fama di lavoratore tenace e di inflessibilità nell'adempimento dei suoi doveri .29)
In ambienti radicali, invece, la chiamata di Cavasola a Roma fu giudicata come un'altra torpedine dell'on. Giolitti , il quale spiegava La Capitale -, visto che la sua barca ministeriale fa acqua, penserebbe di tentare un salvataggio, gettando a mare la zavorra di parecchi ministri, compreso il fido Lacava -30) Qualche perplessità mista a rispetto manifestava infine il marchese Alessandro Guiccioli, futuro prefetto di Roma,
27) Tel. cifrato datato Catania 5 luglio 1892, in ACS, Carte Giolitti, b. 8, f. 117.
2*> La Riforma, 26 settembre 1894, p. 1.
> La Riforma, 16 settembre 1893, p. 2, Il nuovo Prefetto di Roma.
30) La Capitale, 16-17 settembre 1893, p. 3, Cavasola e Lacava.