Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; MOTI 1821
anno <1921>   pagina <234>
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V, Qasiaklo
zii. Il Oaianiello negava di essere quello del IS20, ed ogni altro addebito.
Carlo Stabile, condannato, nel 2 maggio 1825, a 25 anni di ferri, non conosceva il Cavallini e gli altri che per affari : lui era earto e il Cavallini maniscalco. .Riconobbe, poi negò, una sua lettera, e, messo alla prova calligrafica, vi ripetè gli errori e la grafia.
Michele Rozzera fu accusato di andar seducendo i giovani in Oorigliano (di Sessa), onde aggregarsi all'armata di Garibaldi per combattere in Roma, e così conseguiva gradi militari ed onori i.. non aveva ritegno di spargere idee repubblicane e si permetteva imprecai' con parole oscene contro la sacra per­sona del Re e dell'augusta sua Consorte. Cosi cercò di persua­dere Giovanni Rossi a far parte dell'armata romana e rifiutandosi costui, gli diresse insulti insieme al Re, alla Regina e a Pio IX. Le stesse proposte e parole fece con tal Giulio "Vallario e Mi­chele Piano. Era inoltre abituato al contrabbando che faceva in Pontecorvo, immettendo non poca quantità di polvere da sparo, che poi circolava nei diversi paesi dei circondari di Carinola e di Roccamonfina . Ed infine era imputato di mancato omicidio con­tro un tal Angelo Catone e di minaccia a mauo armata contro Signorelli. Si difese dicendosi odiato dai Signorelli; probabilmente non era imputabile del mancato omicidio, ma la Corte ritenne i discorsi sediziosi, suscitatori di malcontento, e l'accusa di ferità grave a fuoco, inferta al Catone.
Bartolomeo Rozzera si disse in relazione col Sorrentino per cause giudiziarie, non riconobbe la lettera a Goccila, né altre. Conosceva Cantasani perchè paesano, e non altri.
Girolamo Frangente, di non buona condotta, gravando su lui accuse di omicidio, esponeva che, a 73 anni, non aveva alcun animo rivoluzionario; che aveva solo chiacchierato di riforme ed aveva scritte le due lettere a Sorrentino in momenti d'aberra­zione; che era equivocato per liberale, dati i suoi precedenti
del 1820. h ' 5
II suggello poi e la prova confessa fu data, per riprove­vole debolezza, dal Sorrentino ; da lui che era stato il fondatore della setta unitaria in Terra di lavoro, e molto nocque ai com­pagni che gli erano stati devoti.
Egli rendeva tre interrogatorii. Dichiarava dapprima che, due o tre giorni innanzi al suo arresto, che seguiva il 28 marzo