Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secoli XIX-XX
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1994
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355
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II prefetto Giannetto Cavasola 355
Dal punto di vista economico-sociale, il momento, per la capitale, non era dei più facili. Per la delicata congiuntura economica, numerose categorie di lavoratori avevano incrociate le braccia, o si apprestavano a farlo. Come ho cercato di dimostrare in altra sede,35) Cavasola seguì molto da vicino la crisi operaia, intervenendo ripetutamente presso il presidente del Consiglio (assai significativa è la sua lettera a Crispi del 10 febbraio 1894) e presso i ministri dei LL.PP. Saracco e della Guerra Mocenni per invocare aperture di cantieri o per sollecitare una più equa ripartizione delle risorse disponibili.
Oltre che alla crisi operaia, Cavasola si dedicò, nella prima metà del 1894, alla soluzione di altri problemi legati alla sua responsabilità prefettizia (quelli, ad esempio, concernenti le opere pie,3 o quelli connessi con la revisione delle liste elettorali politiche e amministrative), il tutto nello spirito del moto riformatore a suo tempo avviato da Crispi e sempre dando prova di dirittura morale, di sensibilità garantista, di capacità di resistenza alle pressioni politiche (si ricorda a quest'ultimo riguardo una protesta del deputato Menotti Garibaldi, costretto ad una lunga attesa nell'anticamera del prefetto) .M) Per tutto ciò, negli ambienti del ministero dell'Interno, crebbero nei suoi confronti stima e considerazione (corse allora voce di una sua promozione a direttore generale della P.S.).
Nella prima metà del 1894, Cavasola si dove molto occupare dei sovversivi e dell'ordine pubblico. La proclamazione dello stato d'assedio in Sicilia e in Lunigiana e i processi che seguirono a carico di De Felice Giuffrida e compagni crearono nella capitale un clima di alta tensione. Radicali, socialisti e anarchici fecero sentire la loro protesta. Numerosi furono gli attentati dinamitardi allora consumati nella capitale: Le bombe scrisse la contemporanea Emma Perodi furono lo sgomento di quell'anno .40) Uno di quegli attentati provocò, nel tardo pomeriggio del 7 marzo, in Piazza Montecitorio, due morti e due feriti gravi. I romani ne furono sgomenti e alcuni giornali della città (La Capitale, Il Don Chisciotte, L'Asino ...) puntarono l'indice accusatore con-
35) M. CASELLA, Democrazia socialismo movimento operino a Roma (1892-1894), Roma, Elia, 1979, p. 53 sgg.
3 Si veda in proposito: M. GUERCIO, La prefettura di Roma, cit., p. 828 e p. 852.
Sa quel moto: Problemi istituzionali e riforme nell'età crispina. Atti del LV Congresso di storia del Risorgimento italiano (Sorrento, 6-9 dicembre 1990), Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1992.
3) Sull'episodio: Il Don Chisciotte, 20 maggio 1894, p. 3, L'on. Garibaldi.
39) Sulle diverse iniziative di radicali, socialisti e anarchici nella prima metà del 1894: M. CASELLA, Democrazia..., cit., p. 280 sgg.
40 E. PERODI, Roma italiana (1870-1895), Roma, Bontempelli, 1896, p. 510.