Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secoli XIX-XX
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1994
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Mario Casella
tro la questura romana, invocando severi provvedimenti a carico dei suoi responsabili. Dura fu la reazione del prefetto Cavasola, che, il 18 aprile, in una nota al ministro dell'Interno, scrisse:
Non saranno certamente sfuggiti al Ministero gli attacchi mossi di questi giorni alla questura locale da taluni giornali di Roma i quali hanno dapprima insinuato e poi apertamente affermato che la scoperta recente delle bombe e l'arresto degli anarchici Arie e Tagliaferri non sieno che una mistificazione per parte della questura stessa accusata di agire in malafede per attribuirsi il merito di una brillante operazione inventata.
Le affermazioni erano troppo esplicite e categoriche perché io non dovessi rilevarle. Imperocché né da me né dalla superiore Autorità di codesto on. Ministero avrebbe mai potuto tollerarsi che restasse in ufficio un funzionario od un agente che per procurare a se stesso un vanto indebito abusasse delle funzioni sue foggiando una grave accusa a carico di qualsiasi persona. Né per altro lato si potrebbe sopportare pazientemente che funzionari ed agenti i quali abbiano lealmente adempiuto al dovere loro sieno vilipesi con accuse infamanti, col discredito degli uffici e con turbamento artifizioso dell'ambiente nel quale deve svolgersi il processo.
Io ho perdo creduto mio dovere, nell'interesse della verità e della giustizia, di trasmettere al sig. Procuratore del Re gli articoli dei giornali più apertamente accusatori facendo formale istanza che gli autori di tali scritti siano chiamati in giudizio per confermare davanti al giudice istruttore le loro affermazioni, completare le loro rivelazioni, se ne hanno a fare, ed assumere, ad ogni modo, la responsabilità di accuse lanciate con tanta determinatezza e con tanta pubblicità.
Stabilita in modo certo e formale la verità, si faranno valere, nei modi di legge, quelle responsabilità che risulteranno allo scoperto.41*
La dura reazione del prefetto e la difesa che egli fece della questura e del suo operato non valsero ad impedire che di 11 a poche settimane il questore Marchionni venisse allontanato dal suo ufficio e che al suo posto venisse chiamato Siro Sironi, al momento questore di Genova.
7. Alla fine di agosto del 1894, ci fu, com'è noto,42) un ampio e chiacchierato movimento di prefetti, al quale fu interessato anche Giannetto Cavasola. Il momento era difficile, specie in Sicilia, dove da poco, dalla metà di quello stesso mese, era stato revocato lo stato d'assedio.43* Il 14 agosto, nelTannunciare agli isolani il ritorno alla normalità, il generale Morra di Lavriano, dal primo gennaio regio commis-
4n La nota del prefetto in ACS, Crispi Roma, b. 22, f. 435.
*8 Riferimenti al movimento di prefetti dell'estate 1894 si trovano in F. PONZI, Crispi e lo Stato di Milano, Milano, Giuffrè, 1965, p. 37 sgg.
4 Ricca è la letteratura storiografica sullo stato d'assedio in Sicilia. Si vedano, ad esempio, S.F. ROMANO, Storia dei fasci siciliani, Bari, Laterza, 1959; e G. CANDELORO, Storia dell'Italia moderna, VI: 1871-1896. Lo sviluppo del capitalismo e del movimento operaio, Milano, Feltrinelli, 1970, p. 424 sgg.; F, RENDA, I fasci siciliani (1892-94), Torino, Einaudi, 1977.