Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secoli XIX-XX
anno
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1994
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pagina
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357
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Il prefetto Giannetto Cavasola 357
sario straordinario per la Sicilia e incaricato di reggere la prefettura di Palermo, aveva affermato in un manifesto che, scomparso ogni sintomo di disordine , per i siciliani era venuto il momento di dar prova di sapersi appoggiare virilmente su quei due cardini essenziali d'ogni civile società, che sono l'ordine e la libertà .44) In realtà, sintomi di disordini erano sopravvissuti alla revoca dello stato d'assedio (che peraltro non aveva in tutto risposto alle attese di chi lo aveva proclamato), e i numerosi problemi rimasti sul tappeto costituivano una minaccia per l'ordine pubblico e la pace sociale. Alcuni di quei problemi erano stati additati ai prefetti dell'isola dallo stesso Morra di Lavriano, in una circolare del 12 agosto: il miglioramento morale delle amministrazioni comunali, il loro risanamento economico, la difesa delle istituzioni dai sobillatori , il coordinamento delle forze dell'ordine nella lotta al banditismo e nella salvaguardia della pubblica sicurezza, il malcontento di categorie quali gli agricoltori e i solfatai, la spoliticizzazione della pubblica amministrazione, il quotidiano contatto con le popolazioni e la costante attenzione ai loro problemi e alle loro attese.45) Dal canto suo, il comando della legione territoriale dei carabinieri di Palermo aveva fornito, il 16 agosto, un dettagliato rapporto sulla criminalità nelle singole province siciliane, dal quale, pur in un quadro di sostanziale miglioramento rispetto al 1893, erano affiorate cifre che non inducevano certo all'ottimismo.46)
Per fronteggiare la delicata situazione, si avvertiva nell'isola la necessità di un personale dirigente che sapesse affrontare e risolvere i difficili problemi del momento. A Palermo, in particolare, Crispi aveva bisogno di un prefetto che alle doti di fermezza e di energia richieste dalle circostanze, accompagnasse sicure capacità amministrative e una buona conoscenza delle attese e dell'animo della gente. Il prefetto Cavasola sembrava possedere tutti i requisiti richiesti: era dotato di un forte carattere, passava per un funzionario energico e risoluto, e conosceva bene la Sicilia, grazie ad alcune missioni che in passato aveva compiuto nell'isola (era stato, tra l'altro, come s'è detto, prefetto di Catania nel 1890-'92). Era perciò naturale che Crispi affidasse proprio a lui, con decreto 20 agosto, il difficile incarico di restaurare l'ordine e di rasserenare gli animi a Palermo e provincia. Il prefetto prima accettò, ma, successivamente, il 31 agosto, non appena venne a sapere che, con decreto 30 agosto, era stato creato, per la Sicilia, un ufficio superiore con a capo il generale Mirri e con lo scopo di concentrare e di armonizzare con gli altri uffici la dire-
**> Un esemplare del manifesto in ACS, Crispi Deputazione Storia Patria Palermo, b. 101, f. 783/16.
45) Un esemplare della circolare a stampa in ACS, Crispi Roma, f. 626, n. 17.
Il rapporto, datato Palermo 16 agosto 1894 e a firma del colonnello dei RR.CC. Pizzuti, w ACS, Crispi Roma, i, 626.