Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia. Secoli XIX-XX
anno <1994>   pagina <363>
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II prefetto Giannetto Cavasola 363
modo si è molto suscettibili. La questione della ricerca di un Prefetto per Palermo è stata ormai, sotto ogni aspetto e con ogni sorta di esagerazione, troppo discussa da tutti i giornali. Coloro che amano agitare e non son pochi chi per uno scopo chi fors'anche per lo scopo opposto, insinueranno per la centesima volta che la Sicilia è la Cenerentola d'Italia, che nessuno a lei pensa, che nessuno ci vuole andare o rimanere. Tutte cose che nel caso presente sono assolutamente fanta­stiche, poiché gli scrupoli del Comm.re Cavasola, a mio parere almeno, poggiano sul vero, ed egli era, come è, dispostissimo a sobbarcarsi alla non facile impresa purché questi suoi scrupoli possano essere rimossi.
Ed è appunto a questo scopo che io mi permetto di rivolgermi alla E.V. Ella solo colla sua autorevole parola può riuscire a persuadere il Comm.re Cava-sola a recarsi al nuovo posto già da lui accettato e lo può specialmente perché come Capo del Governo l'interpretazione a darsi all'azione del Genie Mirri appar­tiene all'È. V. Io ritengo, e spero non sbagliarmi, che se le responsabilità sono ben definite il Cojce Cavasola non avrà difficoltà ad arrendersi alla parola di V. E. ed è perciò che invoco quest'alta parola.60)
Il 23 settembre, Crispi scrisse al Cavasola:
Con decreto del 28 agosto ultimo ella fu nominato prefetto in Palermo. La sovrana disposizione le fu telegrafata il primo corrente e la copia del decreto, con invito di recarsi subito alla nuova residenza, è dell'8 del mese.
Ella non ha ancora obbedito, dando delle scuse che non posso accettare. H Ministero vuole essere indulgente, e le dà ancora sino al 28 del mese agio per recarsi in Palermo. Scorso invano cotesto termine sarò obbligato a dichia­rarlo dimissionario volontario.61*
Con ogni probabilità, per il suo carattere di ultimatum, la lettera non fu spedita. Ma qualcuno, presumibilmente il sottosegretario Galli, do­vette rivelare al Cavasola l'intenzione di Crispi di considerarlo dimissio­nario in caso di persistente rifiuto. Certo è che, alla fine, messo alle strette, il prefetto accettò la sua nuova destinazione, sicché, il 25 settem­bre, il giornale di Crispi La Riforma potè annunciare che in settimana Cavasola sarebbe andato a Palermo: Gli schiarimenti dati dall'onorevole Presidente del Consiglio all'egregio uomo spiegò il foglio Crispino lo hanno indotto a recedere dal suo primo divisamento di domandare il collocamento a disposizione del Ministero .62) Il giorno dopo, La Riforma tornò ad occuparsi ampiamente di Cavasola, confermandone rimminente partenza per Palermo e tracciandone un elogiativo profilo amministrativo e politico. I nostri telegrammi dall'isola scrisse poi l'organo cri-spino riproducono il lieto effetto che fu cagionato dall'annuncio della risoluzione presa dall'ottimo funzionario, la cui riluttanza stessa, superata poi dal convincimento che egli potrà nel modo più ampio far valere le
W> La lettera: ivi.
W La minuta della lettera: ivi.
> ha Riforma, 25 settembre 1894, p. 3, I prefetti.