Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE ; MOTI 1821 ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1921
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pagina
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235
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tò mlkv .(MWìhtòiìtt. Italiana in tèrra di Lavoro ecc. 235
1849, per mezzo della posta avepa ricevuto tre'lettere, i'una veniva da Napoli colla griffa corrispondente i le altre due da Sessa; dove stava la sua famiglia. Rinveniva nella prima due fogli stampati, senza che alcuno glieli rinviasse, stante che il foglio che li conteneva era tutto in bianco. In leggere una di quelle due stampe, uniformi tea loro, egli ne rimase compreso d'orrore e si proponeva di presentarle all'Intendente della provincia, perenni il loro contenuto formava oggetto sovversivo contro l'attuale Governo, parlandosi di una soeietà intitelata, per quanto ricordava, l'Unione Italiana . ,
Egli, che di questa setta nulla conosceva, diceva avere elementi a credere che chi l'aveva denunziato del reato attribuitogli, aveva dovuto mandargli da Napoli tali carte incendiarie, e si riservava di far fare il confrónto del carattere della sopraccarta con quello della denunzia, laddove gli riuscisse di potersi rinvenire. Le connate due carte furono dal tenente delle guardie di pubblica sicurezza, nella visita seguita in sua casa, assicurate, di unita ad un libercolo (!) di poesie di Giuseppe Giusti, da lui copiato stenograficamente nel 1845 o 46, quando vendevansi a carissimo prezzo, nonché altri scritti stenografici, riguardanti costumi ed antichità, e sei lettere che tutte insieme furono riposte in un plico. Contenevano te medesime, per quanto ricordava, quelle cioè scrittegli Éa D. Girolamo Frangente di Sessa, vane idee di proposte che si desideravano fare alle camere legislative* Bue altre di D. Bartolomeo Sozzerà, delio stesso comune, che gli procurava degli affari di professione: due altre di E. Giustino De Carolis e D. Salvatore Pizzi: la sesta non rammentava da chi gli era stata diretta. Diceva pure che era solito, nelle ferie di maggio ed ottobre, passarle colla sua famiglia in Sessa, e ricordava che nella detta epoca, tanto del 1848, che dell'anno susseguente, recatosi colà avea trattato con chiunque senza distinzione di persone. Aggiunge che conosceva Gantasani solo di vista e con Bartolomeo Bozzera trattava di affari professionali. Biconobbe la lettera dei Frangente giudicandone il contenuto fmiusm di ima mente infiacchita daWew **
jSfegó quella a Gocola, dicendo che doveva essere stata dimenticata a casa sua da qualche cliente.
Interrogato sulla carta del colorito giallo e della missiva, dopo varie reticenze dichiarava che < era risoluto di dire la verità, fidando il suo destino nella clemenza del Magnammo Sovrano .