Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secoli XIX-XX
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1994
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365
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Il prefetto Giannetto Cavasola 365
ambienti politici ideologicamente diversi (come testimoniano significativi interventi della moderata Opinione e del filoradicale Don Chisciotte), sia in ambienti amministrativi e commerciali. Di questi ultimi, si faceva portavoce II Corriere Amministrativo Commerciale, che scriveva:
Dopo 10 mesi di amministrazione, egli [Cavasola] lascia il governo della capitale del Regno. L'opera sua fu troppo breve perché nell'amministrazione di una provincia così vasta ed importante, possa aver lasciato un'impronta di duratura ed efficace restaurazione amministrativa e finanziaria. Egli però aveva in breve tempo compreso tutta la responsabilità della sua posizione e si era fatto comprendere.
Più che uomo politico era un grande ingegno amministrativo. Intuiva con facilità le più importanti questioni. Risoluto ed energico, ma riflessivo ad un tempo, sbrigava con sollecitudine gli affari. Lavoratore indefesso imprimeva nel personale che l'amava e stimava la passione al lavoro; integerrimo nei suoi doveri, non poteva nascondere la sua irritabilità nervosa, quando uornini politici o rivestiti di cariche pubbliche tentavano di fargli pressione. Era una di quelle nobili figure [...] che con serena coscienza vi sapevano dire: con la mia responsabilità copro tutti i miei dipendenti, che, rigido esecutore delle discipline di legge, degli ordini ricevuti, tutore geloso degli interessi alle sue cure affidati, sapeva rispondere a chi avesse tentato di forzare la sua coscienza: qua lei non c'entra, io solo ho la responsabilità dei miei atti.
Ecco l'uomo che abbiamo perduto, ed ecco per quali meriti si manda a Palermo.64*
Ovviamente, anche La Riforma, giornale Crispino, metteva in grande evidenza le benemerenze acquisite da Cavasola alla guida della prefettura di Roma. Scrisse infatti il 26 settembre:
In quasi un anno della sua amministrazione il comm. Cavasola aveva dato alle cose della Provincia un forte impulso, annullando illecite influenze, interessandosi delle condizioni disagiate dei molti Comuni, diseppellendo e risolvendo con equità e giustizia questioni rimaste per tanto tempo insolute.
Egli governa con la mente e col cuore e ripugna di ricorrere a mezzi estremi, quando gli si presenta la possibilità di rimuovere le cause che producono pubbliche perturbazioni.
Nello scorso inverno qui in Roma parecchie centinaia di operai senza lavoro minacciavano disordini.
Cavasola riceve una Commissione di disoccupati e sente le loro ragioni; invece di ricorrere ad arresti, repressioni e rimpatri si mette a studiar il modo di trovar lavoro, e, superando incredibili difficoltà burocratiche riesce a fare anticipare dal Genio Militare i lavori della cinta fortificata, e ad ottenere che la Congregazione di Carità appresti provvisoriamente i fondi necessari.
Si lamentava in Roma il notevole aumento di piccoli accattoni. Cavasola con attività ammirevole riesce a far sorgere un Rifugio per piccoli mendicanti, donde i ricoverati o vengono rimpatriati o definitivamente accettati in Istituti pii.
Ripristinò la cordialità di rapporti fra Municipio e Prefettura interessan-
M> Corriere Amministrativo Commerciale, 2 settembre 1894, p. 3, La prefettura di Roma.