Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia. Secoli XIX-XX
anno <1994>   pagina <368>
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Mario Casella
II 3 ottobre, il nuovo prefetto intervenne per la prima volta alla seduta del Consiglio provinciale. Rispondendo ad un indirizzo di benve­nuto del presidente, marchese Ugo, Cavasola ringraziò per la corrispon­denza di sentimento con la quale era stato accolto e affermò di contare sulla longanimità degli animi , perché in amministrazione non s'im­provvisa, e i risultati più utili e più durevoli non sono frutti d'impulsi subitanei, ma di cure quotidiane, pazienti, lungamente durate . Per que­sto proseguì è indispensabile attenersi sempre alla ragione obbiet­tiva delle cose, esclusa ogni considerazione accidentale ed estranea E concluse: Se in ciò la opinione vostra concorda con la mia, io sono lieto di darvi pubblico affidamento che a questo criterio direttivo si inspirerà sempre l'opera mia. È questo per il momento il maggiore ri­cambio che io possa offrire alla cortesia vostra, come il premio più am­bito per me sarà un giorno nel giudizio vostro che io abbia recato qualche utilità a questo carissimo paese .70)
Al termine di quella stessa seduta, potè ragguagliare il ministero dell'Interno su talune difficoltà che rendevano problematico il regolare svolgimento dei lavori consiliari: Avvocato Morvillo telegrafò il pre­fetto disse in Consiglio Provinciale dove lamentavasi assenza molti colleghi che rappresentanti mandamenti rurali mancavano per lavori cam­pestri e anche per la insufficienza della sicurezza [che] non li affidava .7"
Assicura La Riforma, giornale Crispino, che l'arrivo del Cavasola e del generale Mirri a Palermo si fece subito beneficamente sentire, specie nel campo della pubblica sicurezza, dove si registrò un significante miglioramento: Il Mirri e il Cavasola, funzionari di nobili propositi e d'animo elevato, spiegava infatti il giornale non s'interessano soltanto della pubblica sicurezza, ma studiano assiduamente, con intelletto d'amore, di mitigare le sofferenze delle classi diseredate, d'attutire le ire partigiane dei partiti locali, di conciliare gl'interessi molteplici fra proprie-tarii e lavoratori; soggetto di lungo studio e d'affettuose cure .72' Ma si trattava di un giudizio che riguardava la primissima fase dell'impegno poHùco-amministrativo del generale Mirri e del prefetto Cavasola, quella dello studio e della impostazione del piano d'azione. La ricca documenta­zione conservata tra le carte dell'Archivio Centrale dello Stato dimostra quanto ardua fu, in realtà, l'opera dei due funzionari governativi in una provincia come Palermo, dove i problemi dell'ordine pubblico e della delinquenza erano costantemente all'ordine del giorno.73*
Il 24 ottobre 1894, furono sciolte in tutta Italia le associazioni so-
In J7 Giornale di Sicilia, 4-5 ottobre 1894, p. 2.
fi Il tei., in ACS, Crispi Roma, b. 31, f. 598 (XLIII).
TO La Riforma, 11 ottobre 1894, p. 1, Dalle Provincie.
Si veda in proposito il voluminoso fascicolo Palermo in ACS, Crispi Roma, b. 31, f. 598 (XLIII).