Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secoli XIX-XX
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1994
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369
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II prefetto Giannetto Cavatola 369
cialiste. A Palermo, a quanto è dato di sapere, Cavasela non prese alcun provvedimento. Si limitò a segnalare a Crispi un commento del Corriere dell'Isola all'iniziativa governativa: Finora telegrafò quello stesso giorno al presidente del Consiglio e ministro dell'Interno solo Corriere dell'Isola commenta scioglimento associazioni socialiste che critica principalmente come indizio d'indirizzo restrittivo non trovandone giustificazione nelle condizioni attuali paese, a meno che Governo abbia notizie diverse e dal pubblico non conosciute sullo spirito pubblico del Regno. Gli altri periodici riportano senza commento notizie telegrafiche .74) Ma di lì a qualche mese (lo si vedrà in seguito), il questore di Palermo Lucchesi lo avrebbe accusato di aver sottovalutato, ed anzi addirittura favorito i sovversivi .
Mentre era a Palermo, Cavasola seguì le discussioni e le iniziative relative alla questione dei latifondi,75* e ne tenne informato Crispi. Lo stesso fece a proposito di iniziative legate ad istituzioni assistenziali, tipo Pospedale di Palermo, il brefotrofio e l'istituto per cieche, anch'essi del capoluogo siciliano; o di decisioni del Consiglio provinciale.
Alla guida della provincia palermitana Cavasola restò per pochi mesi, fino al 17 gennaio del 1895, allorché fu trasferito d'ufficio a Modena. Causa immediata dello screzio con Crispi76) e quindi del trasferimento, fu la vittoria ottenuta, ai primi di gennaio del 1895, nel collegio di Palermo I, da Garibaldi Bosco, condannato dal tribunale militare, sul candidato governativo.775 Irritato (anche perché, nel ballottaggio, Garibaldi Bosco era riuscito ad incrementare i consensi), Crispi chiese al questore di Palermo Michele Lucchesi, da tempo (dagli anni in cui era ispettore di P.S.) sua persona di fiducia e confidente nel capoluogo siciliano una relazione sui fatti elettorali e più in generale sull'atteggiamento tenuto dal prefetto Cavasola nei confronti dei sovversivi . E la relazione non si fece attendere. Vi si affermava:
In omaggio agli ordini verbali ricevuti dalTE. V. rassegno i fatti principali che han reso audaci i socialisti rivoluzionari di questa provincia.
Fin dai primi giorni dello arrivo dell'attuale prefetto di Palermo, comm. Cavasola, tanto io che il capitano Tutti Eduardo, ora in pensione ausiliaria
74) Il tei., in ACS, Crispi Roma, f. 648 (VII).
75) Su quelle questioni: G. MANACORDA, Crispi e la legge agraria per la Sicilia, in Archivio storico per la Sicilia Orientale, a. LXVIII, 1972, I, pp. 9-95, ora in Ir., // movimento reale e la coscienza inquieta, Milano, F. Angeli, 1992, pp. 15-84. Sul ruolo moderatore assunto nelle vicende legate a quelle questioni dal di Ru-dinì: M. BELARDINELLI, Un esperimento liberal-conservatore: I governi di Kudinì (1896-1898), Roma, Elia, 1976, p. 257.
7 Di screzio parlava D. FARINI, Diario di fine secolo, a cura di E. MORELLI, Roma, Bardi, 1962, I, 4 febbraio 1895, p. 628.
77) Sull'episodio: G. MANACORDA, Crispi e la legge agraria..., cit., (estratto, p. 83).