Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia. Secoli XIX-XX
anno <1994>   pagina <374>
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Mario Casella
le forze sovversive, specie socialiste,87* e la crisi del 1898.M)
A Napoli, disordini per il rincaro del pane si ebbero a fine aprile 1898. La sera del 30, la città venne occupata militarmente. In un mani­festo alla cittadinanza, il prefetto affermò:
Nel mentre Governo centrale ed Autorità cittadine si adoperano per alle­viare il disagio economico prodotto da circostanze eccezionali, un'agitazione incom­posta si propaga e resiste ad ogni benevola esortazione, tentando la quiete della città, creando pericoli, rendendo peggiori quelle condizioni contro le quali s'in­tende protestare. Io ho il dovere di impedire die ciò avvenga e di reprimere, nel vostro interesse, anche le prime manifestazioni. Perciò chiamo, per la massima prontezza d'azione, alla tutela dell'ordine pubblico in Città, l'Autorità militare, la quale vi prowederà con tutta l'energia dei mezzi dei quali essa dispone. Con­fido prevalga il senno di tutti e vinca ogni passione la fiducia fondamento della prosperità comune .89)
L'iniziativa del prefetto di affidare all'autorità militare la tutela del­l'ordine pubblico a Napoli era forse sproporzionata alla portata e al significato della dimostrazione del 30 aprile (dimostrazione dovuta a mo­tivi economici più che politici),910 anche se servì ad attenuare la tensione ed a riportare la calma in città. Ma le notizie che nei giorni successivi arrivarono da Milano, da Firenze e da Pavia (dove cadde ucciso in uno scontro con la polizia Muzio Mussi) rimisero in agitazione gli animi, specie socialisti, repubblicani e radicali. E fu proprio una commemora­zione del Mussi a provocare i tumulti del 9 maggio e la proclamazione, da parte del prefetto Cavasola, dello stato d'assedio.910 La linea di con­dotta adottata nella circostanza dal prefetto è stata al centro di una vivace discussione, sia da parte di protagonisti, sia da parte di storici. Taluni significativi contemporanei (Matilde Serao, Arturo Labriola, Walter Mocchi...) presentarono la proclamazione dello stato d'assedio napoletano come una vendetta di Cavasola (e di di Rudinì) ai danni di Edoardo Scarfoglio:9I) in sostanza, il prefetto avrebbe preso la grave decisione non
storico per le Province Napoletane, 1971, p. 395; e A. SCIROCCO, Cavasola..., cit., p. 29.
87> Sull'atteggiamento del Cavasola nei confronti dei socialisti napoletani: G. VOLPE, Il movimento socialista a Napoli ed i moti del maggio '98, in Clio, 1966, pp. 413-455; IDV La riorganizzazione del movimento socialista a Napoli dopo i moti del maggio '98, ivi, 1967, pp. 388-423.
*) G. VOLPE, Il movimento socialista a Napoli..., cit., p. 438. W) Ivi, p. 438.
Per la ricostruzione dei fatti: W. MOCCHI, I moti italiani del 1898. Lo stato d'assedio a Napoli e le sue conseguenze, Napoli, 1901.
90 Testimonianze in questo senso sono citate da U. LEVRA, Il colpo di stato della borghesia. La crisi politica di fine secolo in Italia (1896-1900), Milano, Fel­trinelli, 1975, p. 149.