Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secoli XIX-XX
anno
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1994
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pagina
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375
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Il prefetto Giannetto Cavasola 375
già per timore di un moto insurrezionale promosso dai sovversivi napoletani, ma per ridurre al silenzio, con leggi eccezionali, Il Mattino di Scarfoglio, acerrimo nemico del di Rudini e di Cavasola. La cosa non appare certo priva di fondamento, quando si pensi che lo Scarfoglio e il suo giornale, nel recentissimo passato politicamente vicini a Crispi ed ora attestati su posizioni democratico-radicali, già prima della proclamazione dello stato d'assedio avevano vivacemente criticato la condotta del prefetto napoletano-92* Ma, com'è stato giustamente osservato,933 l'atteggiamento del Cavasola, più che a fatti locali, è da mettere in relazione con il più generale disegno politico del marchese di Rudini, che era quello di salvare le istituzioni e lo Stato da!T aggressione dei partiti estremi, più die di colpire questo o quel personaggio.
Proprio per l'energia dimostrata in occasione dei moti del '98, Cava-sola fu stimato e ben voluto sia dal di Rudini, sia da Pelloux. A quest'ultimo, prima e dopo che diventasse capo del governo, il prefetto si rivolse ripetutamente e talvolta confidenzialmente , ora (4 maggio 1898) per suggerirgli una migliore utilizzazione dell'amico funzionario Cafiero, ora (24 luglio 1898) per spiegargli le ragioni della sua opposizione al progetto di offrire ad un membro del governo, per giunta non napoletano, il ministro dell'Agricoltura Alessandro Fortis, la presidenza dell'* Associazione Unitaria , ora (18 novembre 1898) per metterlo al corrente delle cose piccole e meschine esistenti a Napoli, ora (6 gennaio 1899) per ragguagliarlo sugli sviluppi di vicende amministrative locali e per invocare direttive, ora (24 aprile 1899) per rallegrarsi con lui all'indomani del viaggio compiuto in Sardegna in compagnia dei sovrani, ora (11 giugno 1900) per informarlo sull'esito delle elezioni partenopee.9*
Già quando Cavasola arrivò a Napoli, il clima in città era pesante a motivo delle aspre polemiche legate al malgoverno municipale. Le cose peggiorarono a partire dal 1899, allorché il giornale socialista La Propaganda, cominciò a sparare a zero contro i metodi clientelari e affaristici degli amministratori locali e in particolare della triade Summonte-Casale-Scarfoglio .95) Uno degli accusati, il deputato Alberto Aniello Casale, da La Propaganda indicato come il tipo politicamente più basso della scala
*9 Si veda in proposito G. VOLPE, Il movimento socialista a Napoli..., cit., pp. 438 e 453.
93) G. VOLPE, Il movimento socialista a Napoli., cit., p. 452 sgg.; e U. LEVRA, II colpo di Siato..., cit., p. 149.
*> Le lettere di Cavasola a Pelloux si trovano in ACS, Carte Pelloux, b. 50, t". Cavasola .
Sulla campagna socialista contro la <c camorra politica e amministrativa nel comune di Napoli: F. BARBAGALLO, Stalo, Parlamento e lotte politico-sociali nel Mezzogiorno. 1900-1914, Napoli, Arte Tipografica, 1976, p. 70 sgg.; e M.M. Rizzo, Politica e amministrazione in Antonio Salandra (1875-1914), Galatina, Congedo, 1989, p. 218.