Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secoli XIX-XX
anno
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1994
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pagina
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379
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Il prefetto Giannetto Cavasola 379
né insinuazioni. Se ci fossimo sbagliati, ci saremmo sbagliati in buona fede. Se qualcuno avesse indebitamente speculato, ci sarà chi farà pagare l'indebito e non me ne curo.
Ciò di cui Cavasola si diceva fortemente preoccupato era il credito di Napoli , al momento gravemente e profondamente danneggiato dalle polemiche in atto. A me spiegava l'ex prefetto il proclamato dissidio fra Nord e Sud non aveva mai fatto una grande impressione, ma ora mi fa paura. Io lo dico rivolgendomi agli uomini eminenti che sono al Governo; oggi vi è una situazione gravissima, creata sulla sfiducia reciproca, che non si vince con la eloquenza di frasi per quanto riscaldate da altissimo patriottismo . La cosa incalzava Cava-sola tra i bene e i bravo dell'assemblea è arrivata al punto che oggi si insidia per via di confronti odiosi a quel sentimento di italianità, che soltanto chi ha passato laggiù tanti anni come me, può affermare con sicurezza, essere così alto e puro fra le masse meridionali, da supplire e rimediare presso di esse alla sufficienza dell'educazione pubblica; come la fede ingenua presso le popolazioni primitive supplisce alla mancanza di una coscienza civile. E chi attacca o insidia al sentimento di italianità, insinuando il sospetto di calcolate ingiustizie a danno delle provincie meridionali, commette vero delitto contro la Patria . E aggiungeva, puntando l'indice accusatore contro la Commissione Saredo:
Ebbene leggete le conclusioni della Commissione e ditemi se non provate uno stringimento di cuore, pensando che con la firma del presidente del Consiglio di Stato si afferma che dal 1861 in poi, dalla morte di Cavour, fino... al novembre 1900, non ci è stato nessuno che si sia occupato delle provincie meridionali. Come mai direte voi se dal 1861 in poi fino ad oggi, non vi è stato Gabinetto nel quale non abbiano concorso gli uomini più specchiati e valorosi che il Mezzogiorno abbia prodotto, prima e dopo la rivoluzione, quali il Conforti, il Pisanelli, il Manna, il Pironti, lo Scialoia, il Mancini, il Desanctis, il Bonghi, lo Spaventa? Tutta gente per la quale Napoli era o divenne la terra incognita ? Poveri ciechi brancolanti nel buio! Dovunque il Governo abbia avuto sede dice la relazione a Torino, a Firenze, a Roma, Napoli è stata la terra incognita.
Su Napoli erano ripiombate le tenebre: fino al novembre 1900 non fu ripetuto il Fiat Lux! Un breve spiraglio unico in 40 anni: sei mesi di Commissariato Saredo, niente altro! La Prefettura? Manco a parlarne. Passarono di là uomini politici di prim'ordine, da Mordini a Codronchi e non videro e non capirono che vi era una questione napoletana, che soprattutto importava restaurarvi il fondamento economico. E cosi arrivammo agli ultimi disastri! E così fosse e non più; ma nello stesso documento c'è ben altro. Si dice che l'azione del Governo è stata sempre deleteria, e che anzi sarebbe una indagine molto interessante quella di studiare i rapporti del Governo con le Rappresentanze politiche di Napoli; vedere l'influenza di esse sul Governo e del Governo su di esse, e poi mettere in armonìa gli atti delPaniministrazione di Napoli coi voti dati in Parlamento e vedere a quali conseguenze si sia giunti. Dinnanzi a tale accusa, chiunque penserà inorridito: quali fatti gravissimi, enormi, saranno emersi dall'In-