Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia. Secoli XIX-XX
anno
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1994
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380
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Mario Casella
chiesta! Ma no: dopo lanciata l'accusa, si dice invece; però noi questa indagine non l'abbiamo fatta e non la facciamo; noi non vogliamo trasmodare; si capisce che la cosa è grave, orrenda, però noi non l'abbiamo vistai
Facendo riferimento alla sua esperienza alla guida della prefettura di Napoli, Cavasola richiamava l'attenzione dell'assemblea sulla libertà di movimento a lui concessa da quella autorità centrale che ora si voleva denigrare e mettere sotto accusa: in quattro anni che sono stato a Napoli affermò l'ex prefetto non ho avuto né ordini, né istruzioni, né raccomandazioni di nessuna specie da quattro Ministeri che ho avuto sopra di me per conformare un atto qualsiasi della mia condotta a riguardi parlamentari. Io ebbi sempre la massima libertà d'azione, e ne ho usato fino al punto d'interdire l'accesso in prefettura a qualcuno che aveva ecceduto, nel richiedere, senza che me ne venissero rimproveri, né molestie. Suppongo che così sia stato sempre; né era mestieri di ricorrere a ingiuriose supposizioni contro il Governo del proprio paese per considerare e concludere che alle condizioni economiche di Napoli non si sia guardato quanto sarebbe stato utile e opportuno . Senza voler aprire una discussione retrospettiva, l'ex prefetto invitava ad andare con il pensiero a parecchi anni addietro e a domandarsi come ci troveremmo ora se invece di dolerci che l'Italia sia stata trattata tutta ad un modo, avessimo da difenderci per aver fatto differenze nelle leggi, come forse l'utilità pratica avrebbe potuto suggerire, ma come il concetto politico non consentiva che si facesse! . Secondo Cavasola, a tutti i lamenti del momento c'era una sola risposta decisiva: Il bisogno della unità in tutto e sopra ogni altra considerazione ci ha fatto commettere degli errori di condotta, di esecuzione e di dettaglio, errori commessi per necessità di un ordine politico tanto superiore, che ora nessuno con giudizi a posteriori, a 40 anni di distanza, ha il diritto di rimproverare . Dal canto suo, nei suoi quattro anni napoletani, l'ex prefetto aveva fin dall'inizio sostenuto la necessità che a base e fondamento di una restaurazione delle condizioni di Napoli si mettessero gli interessi materiali favoriti dal Governo in tutto quanto fosse possibile : questo era il programma che aveva sottoposto con lealtà e franchezza al governo e che aveva cercato ài attuare mettendolo anche in armonia con le condizioni politiche generali, ed a raffronto della vanità degli sforzi di chiunque avesse creduto spiegare in Napoli un'azione puramente politica, o puramente amministrativa nel senso ristretto della parola . E quasi a dare concretezza al suo discorso, Cavasola richiamava rattenzione dei senatori su di un brano di una lettera programmatica a suo tempo indirizzata al governo:
Qui da un giorno all'altro nulla muta: occorre lavorare per l'avvenire. Qui il grande rivolgimento deve avvenire sulla base della instaurazione di una forte condizione economica che non è stata mai, perché non è vero che fosse ricco