Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
anno <1994>   pagina <386>
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386 Alberto Magnani ,
Sabato 14 marzo: In mattinata alle porte dell'Università viene af­fisso un avviso manoscritto di convocazione dell'assemblea. Le guardie di Pubblica Sicurezza lo strappano e comunicano ai membri del Comitato di presentarsi in prefettura, ove il prefetto li ammonisce a non susci­tare disordini. Tutt'altro che impressionati, gli studenti si recano presso il pro-Rettore, il prof. Tullio Brugnatelli, chiedendo un'aula per riunirsi. Brugnatelli rifiuta. Informata dal Comitato, una gran folla di studenti irrompe nell'anfiteatro anatomico, sfondandone le porte: sarà questa la sede dell'assemblea. Il corrispondente della Provincia Pavese, che non nasconde le sue simpatie per gli studenti, scriverà:
L'Anfiteatro anatomico rigurgitante di studenti è un bello spettacolo, più bello ancora quando è il frutto proibito ottenuto con quella risolutezza ed energia propria dei giovani indignati.
Presieduta dallo studente Mazzucchelli, che fa parte del Comitato, l'assemblea esprime pubbliche scuse al prof. Giovanni Zoja, direttore dell'Istituto da cui dipende l'Anfiteatro invaso, poi vota l'ordine del giorno proposto dal focoso studente in Medicina Giuseppe Pedrazzini, alunno del Collegio Ghislieri:
Gli studenti dell'Università pavese convocati in apposita adunanza, avuta cognizione degli odierni trionfi della forza pubblica, superanti in tempi di vantata libertà le prepotenze onde sugli studenti torinesi va gloriosa la mo­narchia del 1821, reputando inutile e ridicola ogni protesta di fronte al paralitico insanire della rimbambita ribalderia governativa, codardamente lec­cata e servita da mercanteggiate coscienze, ai loro fratelli di Torino inviano una parola di solidarietà, di conforto, di speranza.
È il giorno del genetliaco di Re Umberto I e l'Università è imban­dierata: uno studente asporta la bandiera che sventola sul portone prin­cipale dell'Università e tutti si recano dal prefetto, a chiedergli di trasmettere l'ordine del giorno al Governo. Di fronte al prevedibile ri­fiuto, il corteo degli studenti sfila per il Corso, gridando: Abbasso la questura di Torino! , Abbasso il prefetto Casalis! , Evviva i compagni torinesi! . La manifestazione si scioglie intorno alle due del pomeriggio.
soprattutto attraverso le dettagliate corrispondenze della Provincia Pavese: Atto di solidarietà, 15 marzo 1885; L'agì/azione degli studenti, 18 marzo 1885; A Pavia, 20-21 marzo 1885. Tuttavia nel numero del. 18 marzo è presente un vistoso errore di impaginazione, che confonde l'esatto svolgimento cronologico dei fatti. La confusione può essere chiarita dal confronto con altre testate, in particolare La Perseveranza e La Lombardia.