Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
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1994
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388
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388 Alberto Magnani
conferma al prefetto. Rintracciato a teatro, il prefetto dichiara di non essere meglio informato e invita alla calma. Intanto sono in fermento anche gli studenti delle scuole superiori: dall'Istituto Tecnico Antonio Bordoni è giunta una proposta di collaborazione attiva alle agitazioni, ma gli universitari declinano l'offerta.
Giovedì 19 marzo: Risultata ufficiale la notizia circa la risposta insoddisfacente del governo all'interpellanza Roux, l'assemblea, convocata all'una del pomeriggio, approva un ordine del giorno proposto da Pe-drazzini: il Comitato viene investito di pieni poteri per continuare a guidare l'agitazione e l'Aula Magna viene abbandonata. La decisione viene comunicata ai docenti amici (escludendo a bella posta il Rettore Alfonso Corradi) e il Comitato trasferisce la propria sede in via Mentana, 2.
Nei giorni successivi, a Pavia ritorna la calma. Mentre l'Università, come gli altri atenei del Regno, continua a rimanere chiusa, il Comitato si sforza di mantenere l'iniziativa: intensifica i contatti con gli studenti di Torino, invita tutte le forze politiche a sostenere in Parlamento i diritti degli studenti, si reca a Gropello a cercare la solidarietà di Benedetto Cairoli.6) Ma, dopo l'esaltazione dei primi giorni, gli entusiasmi si stanno affievolendo e il Comitato Centrale di tutte le Università in lotta, riunitosi a Torino ai primi di aprile, deve prenderne atto?
Alla riapertura dell'Università, il 14 aprile, sono solo un centinaio gli studenti che si ritrovano in assemblea e, a insistere per proseguire l'agitazione, non è che una sparuta minoranza. L'ordine del giorno di Achille Monti, approvato al termine della discussione, pur sforzandosi di salvare le apparenze, suona come una resa:
Gli studenti dell'Università di Pavia, conosciute le deliberazioni del Comitato Centrale, visto che il governo ogni giorno crebbe la sguinzagliata licenza a più ridicole e più malvage repressioni, convinti perciò che il governo sia incapace di fare giustizia e non per codarde minacce, non per consiglio di subornati parenti, deliberano di cessare da ogni agitazione, plaudendo al professor Murri e al professor Rovighi, ringraziando i professori che la giustizia della loro causa riconobbero, propugnarono; di restituire la bandiera all'autorità scolastica] di ritornare agli studi onde trarremo forza a preparare tempi più liberi.8*
*> Ancora sull'agitazione universitaria, L'agitazione degli studenti) Gli studenti e fon. Cairoti, in La Provincia Pavese, rispettivamente 20-21 marzo, 22 marzo e 29 marzo 1885.
?> Agitazione universitaria, in La Perseveranza, 9 aprile 1885.
w I nostri studenti, in La Provincia Pavese, 15 aprile 1885.