Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE ; MOTI 1821 ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1921
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V. Castaldo
Nella sera del 14 fummo chiamati ed invitati a sostenere colle grida la camera dei deputati. Un andare e venire, un giocolìo, minacce, infine : armatevi, barricate, generali, tamburri a stormo, carri, carrozze, traini, carrette, tavole, panche, mostre di bottega, e quanto poteva impedire di passare un sorcio; ma tutto inutile, giacché la guardia nazionale dormiva e barricava le porte delle abitazioni... perchè già sai di chi era composta la maggior parte di tale guardia. Salvo pochi si trovavano risoluti (parlo dei Napoletani), ma i soli Provinciali, che componevano la forza attiva, fu quella che sostenne dieci ore di fuoco, restando priva di munizioni, sotto un continuo fuoco di mitraglia, palle incendiarie e bombe. Eingrazio in quell'ora fatale il destino .di essere stati rispettati e non farci morire, ma solamente segnati esternamente, e questa è la quinta rivoluzione che la polvere mi rispetta, non so cosa ne sarà in appresso, mentre tutto è in arme e puoi figurarti il resto. Se ti riesce salutami tutti gli amici di Oastelforte, Gennarino Mattei, Ga-sperino, Tommaso e Nicola Leo e; tutti quei buoni compagni che conosci. Se altro ci fosse di nuovo, come sarà, non sarò tanto f.... di morire sotto castelli, ma volerò nei tuoi monti a starti vicino, e cercare dare la mia vita a carissimo prezzo, benché se ci restava non aveva a che dolermi, per il cento per uno dato alla canaglia infame truppa .
Il Manco vi era stato infatti anche ferito, e si era sparsa voce nel Sessano che vi era morto.
Comparso in Oorigliano di Sessa tra il settembre e l'ottobre, raccontò di essere stato per quarantacinque giorni carcerato in 1.8. Elmo, per aver, nella giornata del 15 maggio, tirato venti colpi ed uccisi diciannove e soggiungeva : Voi avete dormito e noi siamo andati spargendo il sangue .
Ed in Oastelforte si spacciava essersi battuto in Napoli con gli Svizzeri, e poiché era armato di carabina a trombone, non rimanevasi contento se in ogni colpo non ne avesse stramazzato quattro o cinque (!) al suolo .
Chiamato a rispondere su la lettera avanti riportata, dichiarò che la sera del 14 maggio 1848 passeggiando in Napoli, lungo il largo del Mercatello, transitò per colà B. Sebastiano Siniscalchi di Postiglione nel Principato Oitra, emigrato per cause politiche, una volta suo conoscente per mezzo di D. Gerardo Guida di Salerno.