Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
anno <1994>   pagina <398>
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398 Alberto Magnani
critica, del cui direttore, Arcangelo Ghisleri, De Dominicis è amico personale; ed è un intervento che fa scalpore.
Secondo De Dominicis, le Università sono fondamentali, poiché in Italia la cultura si identifica con l'insegnamento. Le agitazioni che perio­dicamente turbano la vita degli atenei sono divenute un fenomeno co­stante e non possono certo essere eliminate con regolamenti, provvedi­menti disciplinari o sfoggio di punizioni; occorre piuttosto affrontare a fondo la questione universitaria, trasformando le ventidue Università ita­liane in comuni scientifici , cioè in organismi autonomi nei quali agli studenti venga conferito il diritto di eleggere il Rettore e il Con­siglio Accademico f
I particolari della proposta di De Dominicis verranno chiariti in articoli successivi, poi raccolti in volume.41) Il suo progetto di riforma è incentrato sulla figura dello studente (contrapponendosi intenzional­mente al progetto di Tullio Martello, basato sul docente). Al ricono­scimento del diritto di eleggere le magistrature accademiche, egli ag­giunge la possibilità di liberalizzare i piani di studio, organizzando il proprio corso di studi secondo interessi e attitudini personali: in pro­posito le rigide facoltà dovrebbero essere abolite e sostituite dalle più elastiche sezioni, dotate di pochi insegnamenti fondamentali. Inoltre do­vrebbe essere garantita a tutti la possibilità di frequentare gli atenei, stabilendo il principio della libera immatricolazione.
Le idee di De Dominicis trovano l'immediato appoggio della rivista di Ghisleri e suscitano l'apprezzamento del leader democratico Giovanni Bovio. Il 9 marzo 1890 Bovio è a Pavia: un suo discorso è previsto nel primo pomeriggio al teatro Guidi, nel quadro delle celebrazioni maz­ziniane. Nello stesso giorno deve anche essere inaugurato il congresso nazionale della Federazione fra gli studenti democratici.
È principalmente agli studenti che Bovio indirizza il suo discorso, intitolato L'ateneo e lo studente. I tumulti universitari, afferma l'ora­tore, non nascono semplicemente dalla indisciplinatezza, dal mal ta­lento e dal corrotto costume de' giovani , come sostengono i mode­rati, ma rivelano che lo Stato nuovo ha lasciata vecchia l'Università, e dove l'ha tocca l'ha irrigidita . Occorre impostare il problema in riferimento all'essenza dell'istituto universitario nel suo sviluppo storico, tenendo presente che i periodi sono determinati da gradi evolutivi di
*> SAVERIO DE DOMINICIS, L'ultima agitazione universitaria, in Cuore e critica, 15 febbraio 1890.
4I> SAVERIO DE DOMINICIS, Le Università trasformate in Comuni scientifici, Bergamo, 1890.
*9 Per l'inaugurazione della lapide a Giuseppe Mazzini ed il congresso degli studenti, in La Provincia Pavese, 5 marzo 1890.