Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
anno
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1994
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pagina
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399
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Contestazione studentesca a Pavia 399
un'idea . L'uomo antico fu animale politico e il centro della civiltà antica era la cicjjj. l'uomo medievale fu prima di tutto cristiano e la Chiesa era al centro della civiltà del Medioevo. Ma l'uomo moderno è scientifico, perciò la civiltà moderna deve incentrarsi sulla Università. La vita umana consiste nella lotta per la libertà, e da questa lotta scaturiscono due forze contrapposte: tradizione ed esame, consuetudine e ragione, costume e innovazione . La prima, cioè il principio della conservazione, si identifica nella Chiesa; la seconda, cioè il senso critico che prelude al cambiamento, nell'Ateneo. Ogni giovane porta nell'anima irrequieta due faville, che sono un inno alla luce, un altro all'uragano : nel Rinascimento gli studenti universitari contarono tra le loro fila grandi pensatori ribelli, nel Risorgimento grandi patrioti. Oggi non si può più considerare lo studente come soggetto passivo, che si limiti a ripetere ciò che gli è detto: lo studente cioè non deve entrare passivamente nella costituzione universitaria, quasi rest ma come persona e soggetto , partecipando alla formazione dei poteri universitari, a cominciare dall'elezione del Rettore. Nell'Università moderna il professore pensa e dice; lo studente ode e pensa. Si esaminano a vicenda. L'uno ficca l'occhio nell'occhio dell'altro e se dall'uno all'altro sguardo non corre il pensiero, non c'è lezione, non c'è professore, non studente, non cattedra. Uipse dixit e Yego credo sono da pulpito e non fanno autorità nella scuola . L'elettività del Rettore deve essere l'inizio di una trasformazione dell'Università in questo senso, di comizio in comìzio con agitazione legale . La mobilitazione degli studenti deve nascere per perseguire tale scopo, e non per impetrare carità annua intorno a qualche disciplina o esame . E pensate, concludeva Bovio, che se a voi non toccò la fortuna di combattere le battaglie liberatrici, questa fortuna di ricostruire l'organismo del pensiero civile non è minore di nessuna. Vale una battaglia .43)
Le parole di Bovio suscitano grande impressione negli studenti: il congresso della Federazione si svolgerà sotto la loro suggestione. Ausonio Zubiani, che scrive per Cuore e critica un resoconto dei lavori congressuali, svoltisi nella giornata del 10, sottolinea, tra gli interventi, quello di Antonio Lissoni, secondo il quale la questione universitaria non può essere risolta prescindendo dalla questione sociale, cioè dalla trasformazione di tutta la società. La conclusione più rilevante è, comunque, quella di dare vita a un movimento studentesco che si riproponeva di intervenire nella questione universitaria sulla base delle idee di De Dominicis e Bovio. L'ordine del giorno approvato all'unanimità dal congresso propone infatti che le Università per l'ordinamento giuridico siano rette secondo il diritto pubblico comune a base elettiva; per l'ordinamento scientifico sia proclamata la libertà più ampia degli
W GIOVANNI Bovio, L'ateneo e lo studente, In Cuore e crìtica. 18 marzo 1890.