Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
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1994
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Contestazione studentesca a Pavia
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ordinamento universitario; l'autonomia dell'Università; la libertà di insegnamento e la libertà di studio; le scuole di magistero e di applicazione; gli esami di Stato. Botturini, che svolge le funzioni di segretario del Comitato, si incarica di raccogliere materiale di studio e viene pertanto rivolto un appello a studenti, professori o pubblicisti perché facciano pervenire al suo recapito presso il Collegio Ghislieri libri, opuscoli, suggerimenti e proposte.48*
Tra i membri del Comitato, uno dei più attivi è Ausonio Zubiani, lo studente valtellinese che dal 1889 collabora a Cuore e critica. Dopo un'estate trascorsa a meditare sull'argomento, in settembre Zubiani ha elaborato un saggio sulla questione universitaria che, pubblicato dalla rivista di Arcangelo Ghisleri, costituisce uno dei più significativi interventi in materia da parte del mondo studentesco .49)
Al centro delle riflessioni di Zubiani è il problema del rapporto tra la ricerca scientifica fine a se stessa e le applicazioni pratiche della scienza, soprattutto ai fini professionali. Tracciando una breve storia del sapere umano, egli distingue dapprima una lunga fase, rappresentata dalla filosofia antica, dalla teologia medievale e dal moderno enciclopedismo, in cui la scienza tendeva alla sintesi unitaria; sarebbe quindi seguita una fase di specializzazione delle singole discipline, che tuttavia, nell'epoca attuale, tenderebbero di nuovo a coordinarsi tra loro, avendo individuato principi generali comuni. Zubiani non lo afferma esplicitamente, ma con ogni probabilità individua tale comunanza di principi nell'idea di evoluzione, propria della cultura positivista dominante nell'ateneo pavese ed alla quale egli stesso aderisce. L'organizzazione degli studi universitari dovrebbe dunque essere suddivisa in due momenti: il primo momento, accademico, dovrebbe vertere sulla ricerca fine a se stessa e svolgersi in Università prossime al modello delineato da De Dorninicis, abolendo cioè le facoltà e abbattendo le barriere che separano troppo rigidamente le discipline tra loro, in conformità con la rinnovata tendenza alla sintesi che caratterizza il sapere attuale. Questo momento è fondamentale nella formazione di ogni individuo:
È necessario che colui, il quale si destina alle professioni liberali, abbia un concetto chiaro dell'ufficio della scienza e de' suoi procedimenti e li abbia seguiti per un certo tempo della vita sua senza nessuna preoccupazione pratica.
Tuttavia, secondo Zubiani, De Dorninicis ha trascurato la problematica relativa alle applicazioni pratiche della scienza: a questo fine, cioè a
48) Cuore e critica, 30 giugno 1890.
) AUSONIO ZUBIANI, Scienza e professioni liberali (appunti su la questione universitaria), in Cuore e critica, 15 novembre e 1 dicembre 1890.