Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
anno
<
1994
>
pagina
<
412
>
LIBRI E PERIODICI
MARIA ROSA DI SIMONE, Legislazione e riforme nel Trentino del Settecento. Francesco Vigilio Barbacovi tra assolutismo e illuminismo (Pubblicazioni dell'Istituto storico italo-gerraanico in Trento, Monografie, 19); Bologna, il Mulino, 1992, in 8, pp. 483. L. 50.000.
La documentata ricerca della Di.Simone recupera una figura sino ad oggi in ombra nella storiografia sul Trentino settecentesco e persino negli studi di storia giuridica italiana. Schiacciato dall'inevitabile confronto con il conterraneo Carlo Antonio Pilati e dalla lunga sottovalutazione della carica innovativa dell'assolutismo illuminato asburgico, Francesco Vigilio Barbacovi (1738-1825) viene finalmente restituito come un combattivo protagonista del riformismo illuministico , la cui vicenda personale rivela le forti tensioni che percorsero Fappa-rentemente immobile vita pubblica trentina nella seconda metà del 700.
L'analisi della formazione culturale di Barbacovi, nato da una famiglia originaria della Val di Non, da generazioni dedita alle professioni legali, viene condotta dall'autrice attraverso l'esame delle sue letture, consentito dall'esistenza, presso la Biblioteca Comunale di Trento, dell'elenco delle opere presenti nella biblioteca di Barbacovi (il catalogo è ora pubblicato in appendice al volume).
Grazie a questo prezioso strumento, che l'A. ha ben utilizzato, risulta indubbiamente agevolata la ricostruzione del percorso intellettuale di Barbacovi e del suo inserimento nella cultura del tempo, con un occhio di riguardo anche per la prospettiva della circolazione delle idee e della fortuna delle opere .
La dettagliata analisi quantitativa e qualitativa del patrimonio librario del giurista trentino rivela così interessi che vanno oltre il campo del diritto: alla viva attenzione per il giusnaturalismo e per il dibattito italiano sulle riforme e sul sistema giuridico, si affianca infatti l'attenzione per l'economia e per la storia mediata dalle opere degli illuministi e in particolare per la storia trentina. Accanto ai classici del pensiero riformatore italiano, in particolare Muratori e Genovesi, compaiono anche una copia ésWEncyclopédie e alcune gazzette, come pure fogli e periodici dell'età napoleonica.
Singolare risulta invece l'indifferenza di Barbacovi, che peraltro non conosceva la lingua tedesca, per la cultura germanica del tempo.
Attraverso i suoi studi e l'esperienza dell'insegnamento (nel 1767 subentrò a Pilati nella cattedra di diritto civile), Barbacovi andò acquistando coscienza della crisi del sistema giuridico vigente e della conseguente necessità di riformarlo. I suoi scritti degli anni '90 rivelano una visione razionalistica di stampo giusnatutaimico e illuminìstico, accompagnata tuttavia dalla volontà di salvaguardare la peculiarità delle istituzioni locali del principato trentino.